Canada, dal visto al lavoro: una guida per trasferirsi e ricominciare fuori dall’Italia

Canada, dal visto al lavoro: una guida per trasferirsi e ricominciare fuori dall’Italia

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Mollo tutto e mi trasferisco in Canada: quante volte si è sentita pronunciare questa frase?


Sicuramente i più giovani almeno una volta l’hanno detto, o almeno pensato: il Canada è un Paese che ha molto da offrire a chi disposto a lavorare per costruirsi un futuro ma, purtroppo, non è così facile come si potrebbe pensare ed è necessario attraversare un lungo iter burocratico prima di poter cominciare a realizzare il proprio sogno lontano dall’Italia dove le prospettive sono tutt’altro che rosee.

Per evadere dalla crisi italiana e costruirsi una nuova vita da zero, il Canada è la nazione migliore da cui ripartire: multiculturale, aperto, vivace e cordiale, questo Stato del nord America è la terra promessa per moltissimi italiani ma, prima di partire, è bene avere una buona dimestichezza almeno con l’inglese. Nonostante il Canada sia un Paese ufficialmente bi-lingue, l’inglese è la lingua universale e tutti i documenti per le richieste burocratiche possono essere ottenuti in inglese.

Il primo ingresso in Canada può essere fatto senza il bisogno di richiedere nessun visto turistico: il passaporto italiano dà la possibilità di permanere in territorio canadese in qualità di turista per un periodo massimo di tre mesi, a patto che la validità residua del passaporto sia di almeno sei mesi.
Se, però, l’intenzione è quella di stabilirsi per un periodo più lungo, si possono percorrere due strade: entrare e uscire dal Canada al termine dei 90 giorni, oppure inoltrare richiesta ufficiale alle autorità per la richiesta di estensione di permesso.

Durante questo periodo di tempo in cui per il Canada si è ufficialmente dei turisti in visita, si può cercare lavoro. Il mondo del lavoro canadese è molto più regolamentato di quello italiano e prima di cominciare a lavorare come clandestini è meglio pensarci su due volte. Se le autorità vengono a conoscenza che una persona con visto turistico sta svolgendo una regolare attività lavorativa retribuita in territorio canadese senza l’apposito visto, possono immediatamente stilare un foglio di via per l’espulsione e il rientro, purtroppo, è molto difficile.

L’ideale, quindi, sarebbe trovare lavoro prima di entrare in Canada, in modo tale che il datore di lavoro possa procedere con la lunga trafila burocratica per l’ottenimento del visto di lavoro già prima dell’arrivo, altrimenti è bene aspettare a iniziare a lavorare quando tutti i documenti sono in regola. Il datore di lavoro diventa sponsor e garante del richiedente ma bisogna aspettare che l’ente preposto, lo Human Resources and Skills Development Canada, dia la sua approvazione. Infatti, la domanda dev’essere verificata dal punto di vista formale oltre che pratico, perché l’ufficio deve stabilire se l’offerta lavorativa del datore di lavoro può garantire un qualche vantaggio all’economia e al mercato canadese.

Quando la trafila burocratica sta volgendo al termine, si possono iniziare le pratiche per ottenere la carta con numero di Assicurazione Sociale, indispensabile per lavorare.
Solo quando si sarà in regola col lavoro è possibile richiedere il certificato di residenza permanente, la Resident Card, che è però soggetta al passaggio di alcuni test attitudinali, tra cui quelli linguistici, oltre che all’approvazione di una commissione che valuta il livello scolastico e culturale del richiedente.

Il team di BreakNotizie

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