Bruce Springsteen, il “Born in the USA”

Bruce Springsteen, il “Born in the USA”

- in Musica
504
0

Americano fino al midollo, eppure tra i più critici verso gli americani. Questo è Bruce Springsteen, The Boss

In una nazione, gli Stati Uniti, che esalta con facilità ogni genere di combattente, sembrava difficile che uno come Bruce Springsteen, classe 1949, potesse diventare un leggendario working class hero per i suoi connazionali. La sua passione per la musica sboccia da bambino, quando a soli 7 anni Bruce rimane ammaliato da un’esibizione televisiva di Elvis Presley, ripromettendosi di imparare lui stesso a suonare la chitarra nonostante non abbia la possibilità di prendere lezioni. Dopo un’adolescenza ricca di esperienze musicali pur di breve durata, ben presto capirà che il solo hard rock non è nelle sue corde, non senza una vena più riflessiva e spiccatamente cantautoriale che lo porta spesso a esibirsi anche da solo, con l’ausilio di una semplice chitarra acustica.

Nei primi anni ’70 riesce a convincere la casa discografica Columbia a credere in lui, e deciderà di attorniarsi di alcuni tra i musicisti conosciuti negli anni precedenti andando a comporre la E Street Band. I primi lavori Greetings from Asbury Park, N.J. e The Wild, the Innocent & the E Street Shuffle (entrambi del 1973) risulteranno validi ma di poco successo commerciale, ma ben presto arrivano le prime grandi soddisfazioni con Born To Run, del 1975, e Darkness on the Edge of Town, del 1978. Brani come la title track, Thunder Road, She’s The One, Badlands, Streets of Fire, Prove it All Night o Adam Raised a Cain diverranno tra gli evergreen del cantante, che allo stesso tempo continuerà un’intensissima attività live. Il successo verrà confermato anche nel 1980 con The River, un album dalle sonorità variegate e che può considerarsi una vera summa di alcune delle principali tematiche care al cantante come l’amore maturo, il viaggio, il senso della vita e la ferocia della guerra. Quest’ultimo argomento sarà uno degli assi portanti anche per Born in the USA, una vera pietra miliare con brani come Dancing in the Night, Cover Me, Working on the Highway e la stessa Born in the USA, veri pugni nello stomaco di una società americana ancora ferita dalle conseguenze delle sconfitte in Vietnam e in Iran.

Gli anni ’90 vedranno il Boss ancora popolarissimo ma con una “ferocia” creativa inferiore e una collaborazione molto meno regolare con la E Street Band. C’è comunque spazio per un album di buon successo, The Ghost of Tom Joad (1995) e per l’Oscar alla miglior canzone con Streets of Philadelphia, realizzata per il film Philadelphia di Jonathan Demme.

bruce-springsteen-1
Nel 2001, periodo in cui secondo voci di corridoio Springsteen avrebbe pian piano superato una forte depressione, esce il lungo e complesso The River, considerato da critica e pubblico un grande ritorno anche se più lontano dalle atmosfere e dalle sonorità più dure che avevano caratterizzato Bruce negli anni ’70 e ’80. Nel 2014 conferma il suo successo anche con High Hopes, ancora con la E Street Band.
Il tempo non ha intaccato la sua caratteristica voce roca, una delle più riconoscibili del panorama rock mondiale.

 

 

 

Il team di BreakNotizie

Commenti

commenti

You may also like

Il risveglio dell’Uomo ed il ruolo dell’Amore universale

Il mondo è dominato dai poteri occulti che