Borsa cinese in caduta libera!

Borsa cinese in caduta libera!

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Il nuovo grosso allarme finanziario arriva dalla Cina, dove la Borsa di Shanghai continua a perdere colpi.

Una situazione pericolosa che sta creando non poco panico tra i piccoli investitori, una crisi profonda che qualcuno ha già paragonato a quella del 1929. Numerosissimi investitori sono ormai disperati, in meno di un mese i titoli si sono ristretti pericolosamente di oltre il 30%. Non vanno meglio le altre Borse, da Hong Kong a Tokyo sono tutte in discesa libera. Diverse società nell’ultimo periodo hanno sospeso le contrattazioni, alzando notevolmente la percentuale di titoli congelati. Un chiaro tentativo per evitare di bruciare altra capitalizzazione: secondo le stime dal 12 giugno in meno di un mese sono stati bruciati 3000 miliardi di dollari a Shanghai e Shenzen.

A nulla o quasi finora sono valsi i vari tentativi del governo per frenare questa emorragia. Per fronteggiare il momento di crisi e sostenere il mercato è stato creato un fondo speciale di circa 19 miliardi di dollari, sono state preventivamente sospese le offerte pubbliche di società che vogliono quotarsi per la prima volta ed è stato ordinato alle compagnie assicurative di comprare titoli. Inoltre, sono stati anche autorizzati nuovi metodi di indebitamento, una mossa per consentire agli investitori di disporre di una maggiore liquidità da immettere nel mercato. Dal canto suo, la Banca Centrale cinese ha promesso di garantire la giusta liquidità per stabilizzare i mercati borsistici e per evitare rischi sistematici. Misure che, però, evidentemente non hanno fruttato gli effetti sperati, in un mercato dominato da milioni di piccoli investitori poco esperti.

L’organo di controllo della Borsa cinese, la China Securities Regulatory Commission, non ha potuto che ammettere le vendite irrazionali di titoli dovute al forte senso di panico ormai in circolo da qualche mese. Anche se la situazione in Cina fortunatamente oggi è sensibilmente diversa, c’è già chi paragona l’attuale crisi a quella del 1929 a Wall Street, che per diversi anni mise a tappeto l’economia reale degli Stati Uniti.

La crisi della Borsa in Cina sta mostrando purtroppo tutte le caratteristiche della cosiddetta “bolla finanziaria“: i prezzi delle azioni salgono velocemente non rispettando una reale crescita delle aziende. Un momento molto difficile che mette seriamente a rischio il patto tra i cittadini e lo Stato, una vera crisi di credibilità. Un patto che prometteva crescita e benessere e, che invece, non sembra reggere gli effetti devastanti del momento nero della Borsa cinese.

Una brutta notizia in un periodo già particolarmente poco felice per l’economia mondiale: se la situazione economica della Grecia preoccupa parecchio, quello che sta accadendo in Cina potrebbe addirittura avere effetti peggiori. Si attendono ora nuove mosse governative capaci stavolta di dare una svolta decisiva e invertire la pericolosa tendenza. L’auspicio è quello di una pronta ripresa anche se i segnali non sembrano propriamente positivi.

Il team di BreakNotizie

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