Berlino potenzia il raggio d’azione dell’intelligence tedesca

Berlino potenzia il raggio d’azione dell’intelligence tedesca

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Il Bundestag tedesco è chiamato ad esaminare un nuovo disegno di legge antiterrorismo che prevede l’installazione di videocamere di sorveglianza, con riconoscimento facciale, nei luoghi pubblici.

Dopo i fatti di Ansbach e l’arresto a Lipsia del terrorista siriano Jabir al-Bakr, i servizi segreti tedeschi hanno chiesto un irrigidimento delle misure preventive in capo ai rifugiati, nonché della sorveglianza nei luoghi pubblici. L’appello è stato subito raccolto dal Ministro degli Interni Thomas de Maizière che, a sorpresa, ha sottoposto al vaglio del Bundestag un decreto recante misure urgenti per la lotta al terrorismo. La manovra si traduce, di fatto, in un’intensificazione della videosorveglianza in diversi luoghi pubblici, quali: centri commerciali, stadi e parcheggi. La Cancelliera Angela Merkel non ha accolto di buon grado la bozza di legge presentata da Maizière, perché il Ministro non ne ha preventivamente discusso con le camere tedesche e perché, soprattutto, rappresenta una seria violazione della legge sulla privacy, considerata intoccabile dai tedeschi.
L’inasprimento dei controlli, come spiegato da Hans-Georg Maassen – capo dei servizi segreti della Germania -, è una misura preventiva indispensabile per evitare stragi simili a quelle che hanno messo in ginocchio Paesi vicini, quali Francia e Belgio, considerato anche l’elevato grado di radicalizzazione di molti sospetti terroristi.

Oltre a questo, Maassen ha chiesto che nelle principali città tedesche vengano istallati dei dispositivi per la lettura e il riconoscimento delle targhe automobilistiche, nonché il libero accesso ai database contenenti tutti i dati dei richiedenti asilo. La sorveglianza a mezzo di videocamere andrebbe a integrare i controlli che già vengono effettuati dalla polizia ferroviaria, le cui forze disponibili però sembrano insufficienti per coprire tutti i principali luoghi pubblici di transito del Paese, ritenuti il principale bersaglio di un probabile attacco terroristico.
Intanto, nel silenzio generale, la Camera bassa del Parlamento tedesco ha già varato un provvedimento che autorizza l’intelligence non solo a spiare i Paesi Europei ”amici”, ma anche a effettuare severi controlli sull’attività dei giornalisti stranieri. L’autorizzazione alle intercettazioni dei capi di Stato Europei sarà preventivamente sottoposta al placet della Cancelleria di Stato ma, nella sostanza, l’attività dei servizi di sicurezza della Germania non incontrerà particolari limitazioni.

Tra le proteste dei principali esponenti della stampa estera – fra tutti, Christian Mihr, direttore esecutivo di “Reporter senza frontiere” per la Germania -, il Bundestag ha consentito ai servizi segreti tedeschi l’accesso al De-Cix, lo snodo di comunicazioni via internet più importante del mondo. In questo modo, l’occhio del “Grande Fratello” della Merkel può controllare l’attività di tutti i media, i freelanche, i blogger e gli attivisti che trattino argomenti ritenuti di interesse nazionale: una formulazione, questa, ritenuta altamente pericolosa per la portata del suo raggio d’azione.
Per contenere le critiche alle nuove misure di controllo, varate lo scorso 21 ottobre, il Governo tedesco ha previsto che le denunce dell’intelligence vengano sottoposte a udienze parlamentari pubbliche, anziché a porte chiuse come avvenuto finora: una consolazione alquanto misera, se raffrontata al potere di controllo che lo Stato, con questi nuovi provvedimenti, si è garantito su tutti i suoi cittadini.

 

 

Il team di BreakNotizie

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