Battiti binaurali: nuova droga digitale o semplice condizionamento?

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Nel 1839 il ricercatore tedesco Heinrich Wilhelm Dove scoprì che se si fanno ascoltare allo stesso individuo nello stesso momento due frequenze differenti, il cervello tenta di adattarsi effettuando una vera e propria sintesi.

In pratica, dunque, il cervello crea una terza frequenza differente dalle prime due che ha preso il nome di battito binaurale. Tale battito corrisponde alla differenza tra le due frequenze originarie.

Come lavora il cervello, quindi? Per prima cosa, è necessario fare presente che vi sono cinque diversi stati cognitivi che il cervello utilizza per elaborare le frequenze. Inoltre, è opportuno specificare che più bassa è la frequenza e meno il cervello riesce a rimanere vigile. Addirittura, nella cosiddetta fase Delta, il cervello cade in un sonno profondo. Ma vediamo cosa c’entrano con tutto questo i battiti binaurali.

A seguito della scoperta di tali battiti, gli scienziati hanno dimostrato che alterare l’attività celebrale è possibile e si può fare utilizzando uno specifico battito binaurale. Proprio questo battito, infatti, è in grado di stimolare il cervello. A questo punto, è facile capire il motivo per il quale sono in molti a considerare i battiti binaurali delle vere e proprie droghe digitali.

Alterando le frequenze del cervello, infatti, si ha la possibilità di spingere gli individui verso uno stato di incoscienza nel medesimo modo in cui lo fanno le droghe ed i farmaci. Nonostante tali teorie, il mondo scientifico ancora è diviso in merito ai battiti binaurali tra chi sostiene che sono in grado di alterare la coscienza e chi, invece, con molta più cautela, ritiene che sia necessario approfondire l’argomento con ulteriori esperimenti.

Alcuni ricercatori giapponesi, ad esempio, sono giunti alla conclusione che i battiti binaurali possono essere utilizzati per stimolare il cervello anche se ipotizzano che il meccanismo sia legato principalmente ad una reazione razionale dell’individuo piuttosto che ad una mutazione effettiva della frequenza celebrale.

Dal canto loro, invece, alcuni scienziati esperti di Neurofisiologia Clinica hanno scoperto che è veramente possibile che, con specifiche frequenze, si manifesti una mutazione nella frequenza del battito binaurale. Ovviamente, però, per adesso, tali dati devono essere confermati da altri esperimenti e ricerche sul campo.

Come è facile intuire, i risultati dei primi esperimenti sono ancora troppo contrastanti per riuscire a capire il reale funzionamento dei battiti binaurali. Nonostante ciò, però, è palese il fatto che siano in molti gli interessati a sapere di più in merito alle onde sonore ed alla loro influenza sulla coscienza umana. Senza alcun dubbio, l’universo dei ricercatori si sta già muovendo in tale direzione e, nel prossimo futuro, non mancheranno ipotesi e teorie a riguardo. Ciò che, però, desta molta preoccupazione è il fatto che, qualora si dovesse scoprire che attraverso tali battiti è possibile manipolare la psiche, il caos regnerebbe sovrano e si dovrebbe fare fronte ad una nuova dipendenza tecnologica tutta da scoprire e, soprattutto, da gestire. A questo punto, non rimane che attendere che gli scienziati si esprimano in maniera definitiva in merito ai battiti binaurali per capire quali sarebbero gli eventuali effetti di tale interessante oltre che rivoluzionaria scoperta.

Il team di BreakNotizie