Scoperto il batterio causa dell’Alzheimer

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Un team internazionale di scienziati ha scoperto la possibile causa della malattia del nuovo millennio. Si tratterebbe di un batterio che provoca infezioni alle gengive sino a raggiungere il cervello.

Il suo nome è Porphyriomonas gengivalis ed è un batterio molto aggressivo che attacca le gengive, causando delle infezioni ma che secondo un nuovo studio potrebbe raggiungere anche il cervello creando problemi ancora più gravi, fra cui l’Alzheimer. Questa teoria è stata avanzata da un team internazionale di scienziati appartenenti all’Università di Auckland della Nuova Zelanda, all’Università di Louisville (Stati Uniti), all’Università di Jagellonica di Cracovia (Polonia), all’Università di Bergen (Norvegia) e diversi altri prestigiosi istituti. In base allo studio, pubblicato sulla rivista scientifica “Science Advance” e coordinato dal professor Stephen Dominy, il batterio sarebbe capace di trasferirsi nell’area cerebrale.

Com’è possibile la contaminazione del cervello?

Alla luce di questa ipotesi, quindi, le proteine tau e amiloide, presenti nel cervello di chi soffre di Alzheimer, sarebbero una reazione di difesa contro questo batterio. Tramite la sperimentazione su delle cavie da laboratorio si è potuto osservare come, negli animali predisposti geneticamente a questa malattia neurodegenerativa, il batterio delle gengive causasse un repentino peggioramento dei sintomi legati all’Alzheimer. Ma in che modo il Porphyriomonas gengivalis sarebbe in grado di raggiungere il cervello? Secondo gli scienziati il batterio produce degli enzimi tossici che “viaggiano” grazie a dei globuli bianchi specifici, i monociti, e sarebbero persino capaci di insinuarsi attraverso un eventuale danneggiamento della barriera ematoencefalica, che normalmente ha la funzione di proteggere il cervello dai batteri. Un’altra via possibile attraverso la quale l’infezione può diffondersi è il nervo trigemino che innerva gran parte del cavo orale partendo dall’encefalo.

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Una malattia latente

Come ha illustrato il professor Dominy, “Secondo la nostra teoria, una volta che ha raggiunto il cervello, la Porphyriomonas gengivalis inizia a diffondersi lentamente. Ci impiega molti anni, attraversando via via ogni neurone. Il meccanismo potrebbe essere non troppo dissimile dalla sua modalità di trasmissione da cellula a cellula nelle pareti dei vasi sanguigni. È già stato osservato, in effetti, come la progressione della proteina tau nell’encefalo segua uno schema di diffusione da neurone a neurone. Un pattern tipico delle infezioni”. Alcuni dei ricercatori che hanno preso parte allo studio lavorano anche per l’azienda farmaceutica Cortexyme Inc., che si è presa l’impegno di avviare nuove sperimentazioni per la realizzazione di un farmaco capace di contrastare l’azione distruttiva del batterio.

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Il Team di BreakNotizie

 

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