Banche, approvato il ‘bail in’, anticamera del prelievo forzoso

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Dopo essere stato approvato lo scorso 14 maggio dal Senato, il “bail in” è ora all’esame della Camera.

Dietro il termine “bail in” si cela il prelievo forzoso direttamente dai conti correnti nell’eventualità di dissesti bancari. Il governo italiano ha dovuto recepire questa direttiva europea che dovrà essere inserita nella legislazione del nostro Paese, dato che al momento non è prevista né dalla legge italiana né dal codice civile. In sostanza, se l’istituto di credito dovesse trovarsi in difficoltà a livello finanziario, sarà autorizzato a prelevare in maniera forzosa i risparmi dei correntisti.


Tale provvedimento darà il via all’era del “bail in”, ovvero il salvataggio del sistema attraverso le risorse interne allo stesso sistema, che sostituirà il “bail out”, il salvataggio esterno che avviene attingendo dalle casse pubbliche. Se la Camera confermerà l’approvazione del Senato, in futuro quando una banca si troverà sull’orlo del fallimento, potrà fare ricorso ai soldi dei suoi azionisti e – dando quasi per scontato che i debiti saranno decisamente superiori agli investimenti degli azionisti – in seconda battuta ai risparmi dei correntisti. Il limite minimo per effettuare un prelievo forzoso è stato fissato, per il momento, a 100 mila euro, al di sotto di quella soglia, dunque, i soldi dei correntisti non verranno toccati. L’altro aspetto da tenere in considerazione riguarda le tempistiche: l’Europa ha imposto non soltanto all’Italia ma anche ad altri dieci Stati dell’Unione di adottare tali misure entro 60 giorni. Una rapidità che ha alimentato molti dubbi fra gli esperti del settore: all’orizzonte potrebbero profilarsi delle turbolenze a livello bancario e questa mossa servirebbe come forma di tutela per evitare altri rumorosi fallimenti nel breve periodo.

Il team di BreakNotizie