Banca Popolare di Spoleto: dal commissariamento di Bankitalia all’indagine su Visco

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Negli ultimi giorni, si è consumato uno scandalo che potrebbe creare non poco scompiglio nell’alta finanza. Ad essere protagonista di tale questione è l’attuale Governatore di Bankitalia Ignazio Visco.

Al momento, pare che a suo carico vi sia un’indagine e che accanto al suo nome nel registro degli indagati vi siano anche sette esponenti della Banca Popolare di Spoleto. La Procura di Spoleto parla di reati piuttosto pesanti: le accuse, infatti, vanno dalla corruzione alla truffa passando addirittura dall’abuso d’ufficio. Tale indagine pare essere legata a doppio filo ad un’inchiesta in merito al passaggio della Popolare di Spoleto nelle mani del Banco di Desio e della Brianza. Questo passaggio sembra essere stato deciso proprio nel periodo in cui la Popolare di Spoleto era commissariata da Bankitalia. In ogni caso, è importante tenere conto del fatto che tale operazione è stata considerata del tutto illegittima dal Consiglio di Stato. Tutti i soci, infatti, ritenevano il passaggio una vera e propria svendita tanto da vedersi costretti a presentare un esposto alla Procura di Spoleto.

Per comprendere le dinamiche di tale questione, però, è necessario fare un passo indietro nel 2010 quando la Popolare di Spoleto era una piccola banca con 2,5 miliardi in attivo, 152 milioni di sofferenze ed una capacità reddituale del 10,6%. Stando a questi dati, è chiaro che si trattava di una banca di zona che, però, era controllata per il 51% dalla cooperativa Spoleto Credito e Servizi. In merito a tale cooperativa, è interessante fare presente che il 26% era controllato dal Monte dei Paschi di Siena. Pur essendo molto cresciuta negli ultimi anni tanto da quotarsi in Borsa, la Popolare di Spoleto non aveva abbandonato la pratica dei piccoli prestiti. In occasione di un’ispezione, Bankitalia decise di togliere la carica al Presidente Antonio Giovannini. Nel frattempo, però, Giovannini diventò Presidente della cooperativa Spoleto crediti e Servizi.

Il tracollo arrivò nel 2012. Proprio in quell’anno, infatti, Bankitalia partì nuovamente all’attacco. In tale frangente, il Monte dei Paschi di Siena pretese di uscire dalla cooperativa e la Banca d’Italia optò per il commissariamento sia della Popolare di Spoleto che della cooperativa. Nel 2014, i commissari presero la decisione di cedere il Banco di Desio e della Brianza senza tenere conto di offerte molto vantaggiose e la cooperativa perse immediatamente valore. Senza alcun dubbio, questa azione mise in crisi tutti i soci della Popolare di Spoleto e della cooperativa.

A Spoleto, dunque, tutto sembrava essere perduto ma, grazie al suo intervento, il Consiglio di Stato ha salvato la situazione considerando nulli sia il commissariamento della Popolare che quello della cooperativa. I ricorsi non sono tardati ad arrivare e già il prossimo dicembre il tribunale dovrà emettere le prime sentenze. In ogni caso, la Procura ha deciso di indagare anche Visco e gli altri esponenti della banca mettendo, quindi, palesemente in dubbio l’operato di Bankitalia che, a questo punto, rischia di venire accusata di essersi adoperata per mettere in atto politiche industriali piuttosto che per vigilare. Ma cosa ne penserà Visco? Quali saranno le motivazioni che addurrà per giustificare le decisioni prese da Bankitalia durante il commissariamento della banca?

Il team di BreakNotizie