Baciati dal sole: ecco come proteggere i bambini dai raggi solari

Baciati dal sole: ecco come proteggere i bambini dai raggi solari

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L’esposizione solare fa bene ai bimbi, ma non dimenticate di apportare le giuste precauzioni: ecco come proteggere la pelle e metterla al riparo dalle scottature.

L’estate, con grande gioia dei più piccoli, permette di trascorrere qualche giornata al mare con mamma e papà. Ma come proteggerli dal sole al meglio? L’azione dei raggi solari è altamente salutare nei bambini: la pelle infatti, stimolata dal sole, può sintetizzare la vitamina D, in genere poco disponibile negli alimenti ma preziosa poiché favorisce la crescita armonica dell’apparato scheletrico e preserva la salute delle ossa. Non solo, il sole aiuta a regolare i bio-ritmi e fa bene sia all’umore che alla qualità del sonno e sollecita il rilascio di citochine, molecole proteiche capaci di proteggere l’organismo da alcune tipologie di tumore.

Occorre dire però che la pelle dei bambini è differente da quella degli adulti: è più morbida, vulnerabile e sensibile. Guarisce più facilmente e rapidamente, ma è meno capace di proteggersi dagli attacchi esterni, come ferite e scottature, incluse quelle causate dai raggi solari. La quantità di melanina presente nella pelle dei bimbi infatti non è ancora sufficiente per proteggerla e schermarla del tutto, per questo motivo può essere più soggetta a scottature ed eritemi, che avranno un impatto ben più grave sull’intero organismo rispetto gli adulti, essendo la superficie dell’epidermide meno estesa. Una brutta scottatura infatti può arrivare a causare febbre, disidratazione, ipotensione, aritmia e svenimento.

Come comportarsi allora per evitare che il nostro bambino si scotti sotto il sole estivo? La prima regola è sicuramente quella di non lasciarlo esposto senza un’adeguata protezione solare per un tempo prolungato. Già un arrossamento della pelle apparentemente innocuo è indice di un’ustione di primo grado. L’eventuale comparsa di vescicole piene di siero è invece espressione di un’ustione di secondo grado. Le scottature frequenti durante l’infanzia, oltre ad essere dolorose nell’immediato, favoriscono l’insorgere, in età adulta, delle forme più comuni di cancro alla pelle: basalioma, spinalioma e melanoma.

È fondamentale quindi evitare l’esposizione diretta senza protezione, facendo molta attenzione alle ore di massima irradiazione solare, vale a dire fra le 11 e le 15, ore in cui sarebbe meglio far stare i bimbi in zone più ombreggiate. Il discorso vale anche se il cielo è nuvoloso, anche perché la luce è diffusa e le nuvole non fungono comunque da filtro per i raggi ultravioletti. Meglio stare attenti anche alle luci riflesse: molte superfici come cemento, acqua, neve o sabbia sono capaci di riflettere le radiazioni sino al 40%, per cui stare all’ombra o sotto l’ombrellone non è sempre sinonimo di protezione.

L’esposizione al sole diretta dovrebbe avvenire in maniera graduale: si può cominciare con 5/10 minuti i primi tre giorni e poi aumentare di 10 minuti ogni giorno, in modo da stimolare a poco a poco la melanina. L’abbronzatura che si formerà gradualmente sulla pelle del bambino fungerà a sua volta da “scudo” solare per le esposizioni successive. Questo non vale però se il bimbo appartiene ad un fototipo molto chiaro, come l’1 e il 2, caratterizzati da pelle diafana e capelli chiari: in questo caso l’esposizione diretta è sconsigliata. Questi due fototipi infatti non potranno mai ottenere un tipo di abbronzatura “protettiva”, ragion per cui è preferibile fargli indossare una maglietta con tessuto a trame strette e applicargli la crema solare anche prima di fare il bagno.

Altro fattore importante è l’idratazione: occorre assicurarsi che il piccolo beva molta acqua e mangi verdura e frutta a sufficienza, soprattutto in caso di temperature elevate. In alternativa si può optare per dei ghiaccioli alla frutta, centrifugati e succhi, in modo da non fargli mancare mai il giusto quantitativo di liquidi, sali minerali e vitamine che gli permettano di godere appieno del sole in totale sicurezza.

Cruciale la scelta della crema solare: meglio optare per prodotti capaci di respingere i raggi ultravioletti piuttosto che assorbirli, con una formulazione a base di filtri organici e ossidi di minerali, privi di filtri chimici. Questi prodotti vengono denominati “riflettenti solari”. Il fattore di protezione deve essere molto alto (50+) durante i primi giorni di esposizione e una volta che la pelle si sarà scurita è possibile passare ad una protezione media (25-30). Attenzione alle etichette ingannevoli: se la confezione del solare riporta la dicitura ”protezione totale” sappiate che non corrisponde a realtà poiché nessun prodotto può davvero offrire tale sicurezza. Il solare va applicato in maniera uniforme su tutta la cute, senza dimenticare le zone particolarmente delicate come naso, orecchie, labbra, nuca e zona perioculare, stando attenti ad evitare il contatto con gli occhi. L’effetto protettivo delle creme solari generalmente dura 2 ore, trascorse le quali occorre ripetere nuovamente l’applicazione. I protettori solari andrebbero invece evitati sui lattanti al di sotto dei 6 mesi. Sino al primo anno d’età infatti l’esposizione solare diretta è altamente sconsigliata, sia al mare che in montagna, eccezion fatta per alcune parti della giornata come il crepuscolo e l’alba. Incorrere in una brutta scottatura a quest’età potrebbe comportare delle gravi complicanze.

Il Team di Breaknotizie

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