Australia: è nata la prima centrale elettrica che sfrutta il movimento delle onde

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È australiano il primo progetto grazie al quale è possibile produrre energia con le onde.

Senza alcun dubbio, si tratta di un’iniziativa unica al mondo che è riuscita ad essere messa in pratica solo dopo 10 anni di ricerche. La centrale è entrata in funzione in maniera ufficiale lo scorso febbraio e, per il momento, avrà il compito di generare energia per la base navale Hmas Stirling. Per tale ragione, dunque, verrà acquistata dal Dipartimento della Difesa. Tale avveniristico progetto è stato ideato e creato dalla Carnegie, una società che ha dato vita alla tecnologia capace di generare energia rinnovabile sfruttando il movimento delle onde. Il costo per la ricerca e la realizzazione della centrale ammonta a circa 70 milioni di euro di cui una parte sono stati messi a disposizione dall’Agenzia australiana che si occupa delle energie rinnovabili e l’altra dal Governo e da alcuni privati.

Ma quale è il meccanismo alla base delle centrali che sfruttano la forza delle onde per generare energia rinnovabile? Il progetto messo a punto dai ricercatori australiani è il primo al mondo sommerso per intero e non visibile dalla riva. Le boe, infatti, vengono messe sott’acqua e, in questo modo, riescono a catturare l’energia prodotta dalle onde per alimentare le pompe che si trovano sul fondale. Queste pompe hanno il compito di pressurizzare la massa d’acqua che viene, poi, utilizzata per attivare delle turbine che si trovano a terra. Tali turbine, a loro volta, producono energia rinnovabile e, ovviamente, pulita. L’acqua, inoltre, potrà essere utilizzata anche per generare l’energia necessaria a far funzionare una centrale ad osmosi inversa in grado di desalinizzare l’acqua del mare.

Il progetto australiano, dunque, segna un traguardo molto importante per la produzione di energia rinnovabile sfruttando il moto ondoso. Tale sistema, stando a quanto dichiarato dal Presidente di Carnegie, è attualmente in grado di generare l’energia necessaria per ben 2.000 nuclei familiari. L’azienda, comunque, è già all’opera per ottimizzare il sistema in modo tale da dare forma ad un progetto ancora più efficiente e, soprattutto, più sostenibile dal punto di vista economico. Ovviamente, per adesso i ricercatori possono dirsi molto soddisfatti del lavoro svolto.

La ricerca sta facendo importanti passi avanti in fatto di energie rinnovabili e l’obiettivo di utilizzare sempre meno le energie non rinnovabili sta diventando sempre più concreto. Non resta, quindi, che sperare che, almeno nel prossimo futuro, si possa riuscire a ricorrere solo ed esclusivamente all’utilizzo delle energie rinnovabili in modo tale da non compromettere ulteriormente il delicato equilibrio del nostro ecosistema. Di sicuro, il primo passo da compiere è quello di ridurre drasticamente i costi delle tecnologie necessarie per generare energia rinnovabile al fine di consentire a tutti di poterne usufruire evitando di dover sostenere ingenti spese iniziali. Senza alcun dubbio, quello australiano è un importante segnale che rappresenta un punto di svolta per tutti i ricercatori che stanno lavorando a progetti omologhi e, soprattutto, per i Governi di tutto il mondo che si trovano ormai costretti a dover dare forma a politiche a favore della produzione ed all’utilizzo di energie rinnovabili.

Il team di BreakNotizie