Attentato di Parigi: chi sono davvero i terroristi?

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I terroristi.Otto attentatori sono morti, due uccisi dalle forze speciali francesi, sei invece suicidi, utilizzando delle cinture esplosive

Inquietanti rivelazioni sui tragici eventi del 13 novembre a Parigi. A detta di alcuni sopravvissuti della strage al Bataclan, la sera dell’attentato all’interno del locale erano presenti diverse persone di giovane età, entrate nella sala armate di kalashnikov e senza maschere sul volto. L’impressione generale era che si trattasse di soldati delle forze speciali. In base alle informazioni diffuse dal quotidiano francese “Le Mondeotto attentatori sono morti, due uccisi dalle forze speciali francesi, sei invece suicidi, utilizzando delle cinture esplosive. Secondo le testimonianze, durante l’attentato all’interno del teatro, i terroristi continuavano a ripetere, urlando, chi in francese, chi in arabo: “È colpa di Francois Hollande. È colpa del vostro presidente, non avrebbe dovuto intervenire in Siria”. Un testimone in particolare ha raccontato che sparavano con i kalashnikov alla cieca, “senza nemmeno guardare chi avevano davanti”.

Gli attentatori inoltre agivano in maniera calma e con le stesse modalità dei terroristi che, lo scorso 7 gennaio, avevano colpito la sede del giornale “Charlie Hebdo“. Il giornalista radiofonico Julian Pearce ha riferito di aver visto almeno 20 corpi riversi a terra: “È durato dieci, quindici minuti. Ho visto diverse persone giovani che non indossavano maschere entrare nella sala durante il concerto imbracciando kalashnikov: hanno sparato a bruciapelo a chi era rimasto ferito. Ricaricavano le armi e ricominciavano a sparare”. La maggior parte dei sopravvissuti, come riportato dal quotidiano britannico “The Guardian“, ha asserito che i terroristi hanno agito “da professionisti”, sparando con i loro Ak47. Inoltre sono tutti concordi nell’affermare che si trattava di ragazzi molto giovani, con un’età al di sotto dei 25 anni.

Gli attacchi nella notte del 13 novembre a Parigi, che hanno causato oltre 100 morti e quasi 200 feriti, più che degli attentati veri e propri a molti sarebbero sembrate delle azioni di guerriglia. Un modo di operare molto simile a quello dei miliziani del Califfo e che da tempo sta insanguinando Iraq e Siria. Si tratta di rapide incursioni nel territorio nemico, azioni di disturbo ad opera di unità mobili ridotte, con l’obiettivo di creare caos e destabilizzare. Proprio come è successo a Parigi: gli attacchi hanno colpito infatti quasi contemporaneamente svariati luoghi pubblici affollati, mandando in tilt le forze di polizia francesi, costrette ad operare nello stesso momento in diverse zone della capitale. Il primo attacco si è verificato nella periferia di Parigi, allo “Stade de France“, in modo da allontanare la polizia dai luoghi degli attentati successivi.

Sebbene si tratti di operazioni facili da mettere in atto, necessitano comunque di una buona organizzazione e coordinazione, nonché di una preparazione militare adeguata. Quella preparazione che i foreign fighter, tornati dal fronte iracheno e siriano in Europa, sicuramente possiedono. Ciò rende gli attacchi un pericolo concreto, un pericolo che i servizi segreti francesi già conoscevano. Verso la fine di ottobre infatti la radio “France Info“, dopo aver visionato un rapporto confidenziale dei servizi di sicurezza francesi, aveva rivelato che le possibilità di attacchi multipli erano altissime.

Inoltre, sempre secondo il rapporto, la nuova strategia avrebbe previsto l’uso di persone provenienti dagli altri Paesi europei, ad esempio estremisti islamici francesi che fanno attentati in Italia oppure in Germania, o quelli tedeschi a loro volta in Francia o nel Regno Unito. Questo per far in modo di essere individuati meno facilmente dai servizi d’intelligence ed agire indisturbati, sfruttando così il limitato scambio di informazioni fra i servizi di sicurezza europei. Un’errore imperdonabile per questa distratta Europa. Ed è grazie a questa falla di sistema che l’Isis sta agendo quasi indisturbata.

Il Team di BreakNotizie