La terribile verità dietro gli attentati in Europa

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Nonostante la tragicità degli attentati e la morte di persone innocenti non lasciamoci confondere da tutto ciò che il sistema vuole farci credere, facendo leva sul nostro emotivo.

L’attentato de Las Ramblas in questi giorni sta riempiendo le pagine dei giornali, i servizi in tv e la Rete, dove al generale sentimento di indignazione per la morte di persone innocenti si aggiungono commenti di opinionisti, intellettuali, politici e giornalisti. Tuttavia, molto spesso, si tratta di voci fuorvianti, animate per lo più dallo stato emotivo del momento e per questo poco lucide ed obiettive nel dare una visione d’insieme. Un vero e proprio tsunami di disinformazione che inevitabilmente andrà ad abbattersi sul cittadino medio, ma senza spiegargli realmente cosa c’è dietro questi gesti e quali sono le cause reali.

La decadenza del modello di sviluppo occidentale

Alcuni la definiscono il sintomo di una malattia: la fine del modello di sviluppo del mondo occidentale che preserva la propria sopravvivenza e la crescita economica ha necessità di invadere nuovi territori da fagocitare e saccheggiare. In questi giorni si finirà, come sempre, a dividere in maniera semplicistica i “buoni” dai “cattivi”, in modo tale che coloro che esercitano il vero potere possano raggiungere gli scopi prefissati, atti a giustificare ulteriori restrizioni della libertà in Occidente e altre spese militari. Senza tralasciare l’uso della religione come un enorme velo di Maya sotto il quale nascondere il vero oggetto della contesa: il controllo assoluto su petrolio, gas e traffico di droga.

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In questi ultimi anni guerre decise a tavolino, dirette o per procura, hanno finito col destabilizzare una decisiva area geografica. Le aggressioni alla Siria, alla Libia, all’Afghanistan all’Iraq non hanno fatto altro che montare la rabbia ed il rancore di molti emarginati europei sfruttati per seminare terrore e paura ma hanno anche fomentato il risentimento e l’odio di gruppi radicali e terroristici, come ad esempio Al Qaeda ed Isis. Questi ultimi però sono stati sfruttati e finanziati dagli Stati Uniti (come è successo in Siria), in nome di una millantata libertà e democrazia.

Una visione d’insieme della situazione attuale per capire meglio

Per questo non bisognerebbe farsi trascinare dall’emotività “a caldo” del momento, concentrandosi soltanto su uno degli aspetti di questa realtà multi sfaccettata, su quello che ora mostrano i media. Cerchiamo di avere una visione d’insieme della situazione. Secondo un report dell’associazione privata Council of Foreign Relations, nel corso del 2016 l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, Nobel per la Pace, ha consentito che ben 26.172 bombe venissero sganciate su 7 Paesi sovrani (Pakistan, Somalia, Yemen, Libia, Siria, Afghanistan e Iraq). Secondo un rapido calcolo si tratta di 3 bombe all’ora in media, responsabili della morte di migliaia di civili innocenti, innocenti tanto quanto le persone che passeggiavano per las Ramblas qualche pomeriggio fa a Barcellona.

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Secondo un rapporto dell’Ong Reprive del 2014 per ogni terrorista che viene fatto fuori tramite i droni Usa, ci sono state anche 28 vittime civili in media. Ciò significa che nell’arco di 10 anni su 41 terroristi uccisi i droni americani hanno anche assassinato 1.147 innocenti, persone di cui TV e giornali non racconteranno mai.

Il Team di BreakNotizie

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