Attentati di Parigi: e se la verità fosse diversa da quella raccontata dai media?

Attentati di Parigi: e se la verità fosse diversa da quella raccontata dai media?

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Lo scorso 13 novembre, Parigi è piombata nuovamente nell’incubo del terrorismo e le ultime settimane sono state a dir poco cruciali. L’assetto geo-politico internazionale, infatti, è in rapida evoluzione ed il rischio di un nuovo conflitto è sempre più vicino. Nonostante la costante copertura mediatica che consente a tutti i cittadini di essere sempre informati in merito agli attacchi ed alle decisioni prese dai vari governi, qualcuno ipotizza che siano ancora molti i dubbi da chiarire. Uno dei primi interrogativi che si sono posti gli ‘scettici’ riguarda la rivendicazione degli attentati da parte dell’ISIS.

Ad aver diffuso la notizia che gli attacchi di Parigi erano da ricollegarsi all’ISIS è stata la SITE, un’agenzia israeliana specializzata in cyber-terrorismo. A tale proposito, è interessante fare presente che il ricercatore Massimo Mazzuco aveva tentato di trovare un collegamento tra l’ISIS e l’agenzia israeliana. Che vi sia una collaborazione? Difficile a dirsi. Anche in merito all’origine dell’ISIS sembrano essere ancora molti gli aspetti da chiarire. In primo luogo, è molto difficile delineare con precisione i contorni della nascita di tale movimento. I media hanno fatto sapere che il Califfo al-Baghdadi ha dato forma ad un’organizzazione in grado di mettere in ginocchio l’Occidente. Ma è veramente così? A riguardo, c’è chi ipotizza un legame con la CIA.

Dell’ISIS si è cominciato a parlare nel 2014, quando al-Baghdadi si è autoproclamato Califfo dello Stato Islamico. In quel periodo, i media non sembravano essere così interessati all’ISIS e sia gli USA che l’ONU gli consentirono di conquistare una parte dell’Iraq e della Siria. L’ipotesi che gli americani sappiano più di quanto dicano, pertanto, potrebbe non essere del tutto inverosimile. Alcune fonti, poi, hanno reso noto il fatto che l’ISIS è in possesso di armi americane. E cosa dire del passaporto siriano ritrovato dopo gli attentati di Parigi?

Per chi non lo sapesse, trascorse poche ore dagli attacchi, è stato ritrovato su uno dei corpi degli attentatori un passaporto siriano. Il medesimo scenario si era palesato anche in occasione degli attacchi alla sede di Charlie Hebdo. Che gli attentatori non possano fare a meno del passaporto? Una cosa è certa: anche gli attentatori che hanno abbattuto le Torri Gemelle non si separarono dal proprio passaporto neanche in punto di morte.

Dopo due giorni dagli attacchi di Parigi, infine, la Francia ha organizzato i raid per colpire Raqqa, la città in cui pare vi sia il quartier generale dello Stato Islamico in Siria. Stando alle fonti ufficiali, sembra siano stati colpiti solo obiettivi sensibili. Ma perché i raid non sono stati effettuati prima? Da quanto tempo i francesi erano a conoscenza di tali obiettivi?

A questo punto, è lecito fare una riflessione approfondita in merito alle dinamiche che stanno alla base della lotta all’ISIS e, soprattutto, della guerra in Siria. Proprio la Siria, infatti, sembra essere il nucleo di un meccanismo di interessi sovranazionali ancora tutti da chiarire. Da una parte, c’è il Presidente Vladimir Putin che vuole sconfiggere l’ISIS ma non ha alcuna intenzione di spodestare Bashar al-Assad. Dall’altra, invece, c’è l’America che, pur volendo sconfiggere l’ISIS, è intenzionata a togliere il potere ad Assad.

Il team di BreakNotizie

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