Arnold Schwarzenegger: cambiamento climatico non è fantascienza

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Durante il Vertice della Coscienza per il Clima, tenutosi a Parigi, la star di Terminator Arnold Schwarzenegger ha definito il riscaldamento globale una “battaglia del mondo reale”, battaglia che risulta essere più grande di qualsiasi film.

L’attore e politico è stato scelto dal governo francese per esprimersi sul cambiamento climatico al primo vertice mondiale di coscienza per il clima, durante il quale ha dichiarato che una catastrofe planetaria potrebbe essere evitata soltanto grazie ad un’azione etica.

La star ha dichiarato: “Ho recitato in molti film di fantascienza, e lasciate che vi dica una cosa: il cambiamento climatico non è fantascienza, ma una battaglia del mondo reale, che ha un impatto su di noi. Il tempo di discutere è finito, ora è tempo di agire“.

Durante il suo discorso, ha aggiunto: “Questa è la sfida del nostro tempo, ed è nostro compito lasciare un mondo migliore rispetto a quello che abbiamo trovato, ma per ora stiamo fallendo”.

Dopo aver menzionato alcuni dati gravissimi, come ad esempio i quaranta miliardi di tonnellate di emissioni di anidride carbonica che ogni anno inondano l’atmosfera e i sette milioni di morti premature causate dell’inquinamento atmosferico, Arnold ha continuato il suo discorso di fronte ad un pubblico di intellettuali e leader spirituali di tutte le fedi.

Tra i presenti, anche l’ex segretario generale dell’ONU Kofi Annan, il quale ha ripreso una frase detta dal premier sovietico Nikita Khrushchev nel 1979 durante un discorso su un’eventuale guerra nucleare, e riadattandola al cambiamento climatico, definendolo come qualcosa che avrebbe fatto si che i vivi invidiassero i morti.

“Se non si interviene immediatamente mia nipote vivrà in un mondo che patirà ondate di calore, siccità e gravi inondazioni. Città come New York e Venezia sprofonderanno. Siamo sull’orlo di una catastrofe, ma la soluzione della crisi climatica non può essere lasciata esclusivamente nelle mani dei governi. Le persone stanno prendendo provvedimenti e chiedono dei cambiamenti. Non possiamo deluderle”.

L’incontro, organizzato dal presidente francese François Hollande in vista del vertice politico di Parigi di fine anno, aveva lo scopo di fare pressione sui governi mobilitando milioni di persone affinché si decidano ad agire.

Il presidente irlandese Michael Higgins ha richiesto coraggio morale: “Il nostro malessere attuale si basa su un cinismo che dobbiamo combattere. Dobbiamo affrontare il culto dell’individuo e quello dell’insaziabile consumismo e sostituirli con un nuovo modo di pensare. Dobbiamo riconciliare la scienza con l’etica”.

Il Cardinale Peter Turkson, il quale ha aiutato Papa Francesco a scrivere l’enciclica sull’ecologia umana pubblicata il mese scorso, ha definito il clima come un “bene comune”, e ha aggiunto: “La posta in gioco è il benessere del pianeta Terra, la nostra comune speranza. Ciò di cui abbiamo bisogno è prendercene cura. Quando ci prendiamo cura di qualcosa lo facciamo con passione e con l’impegno del cuore. Ecco perchè Papa Francesco ci ha invitati a prenderci cura della Terra. É necessario un senso di passione“.

Vari teologi musulmani, cristiani e indù hanno definito il cambiamento climatico come una minaccia ma anche come un’occasione di rinnovamento. Sheikh Bentounes, leader della confraternita sufi Alawiya, ha invitato l’umanità a contribuire alla nascita di una speranza per un futuro migliore. Ha poi citato il profeta Maometto, il quale invitava l’umanità a piantare e seminare fino alla fine dei tempi, e ha definito la Terra come una “piccola nave nello spazio infinito”, ed è nostra responsabilità portare speranza fino alla fine.

Taoisti, confuciani, sciamani, gesuiti, buddisti e altri hanno chiesto ai politici di agire in nome del genere umano a Parigi.

David Rosen, direttore della sezione israeliana dell’Anti-Defamation League, un’associazione contro il razzismo, ha detto: “Il cambiamento climatico avviene dove c’è l’avarizia sfrenata. É un sintomo della malattia e un grido di aiuto. É l’occasione per gli esseri umani di riscoprire i valori più elevati rispetto al materialismo e indulgenza“.

Il Patriarca Bartolemew, leader di trecento milioni di cristiani ortodossi, ha citato lo scrittore Fedor Dostoevskij, dicendo che “la bellezza salverà la Terra”, aggiungendo che gli scienziati e i teologi concordano sul fatto che l’umanità dipende dalla natura e la religione deve essere coinvolta anche nella questione cruciale del cambiamento climatico.

Per quanto riguarda, infine, il pensiero laico, rappresentarlo è stato compito di Albert Teveodjré, scrittore e politico di ottantasei anni, il quale ha dichiarato: “La natura ci è stata prestata come posto in cui vivere. Ma io vedo un mondo che pensa al profitto ad ogni costo, e ciò rovina l’ambiente che ci circonda e devasta tutto. Sono molto preoccupato. Credo che lascerò il mondo con molte preoccupazioni”.

Il team di BreakNotizie