Anziani e bambini: quando ad accomunarli è il gioco

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Cosa succede se si consente ai degenti di una casa di cura di avere a che fare con dei bambini? Senza alcun dubbio, la loro vita cambierà radicalmente.

Un team di esperti ha voluto approfondire tale argomento ed ha dato forma ad un esperimento volto a comprendere il mondo attraverso gli occhi di alcuni bambini di quattro anni e dei degenti più anziani di una casa di cura. Da questo esperimento è addirittura nato un film che, di sicuro, sarà in grado di lanciare un messaggio di speranza e di consentire a tutti di comprendere l’importanza della coesione sociale e della solidarietà intergenerazionale.

La parola chiave di tale esperimento è “gioco”. Lo scopo dell’esperimento è quello di promuovere la crescita sia dei bambini che degli anziani. Pur essendo molto diversi tra loro, infatti, tali individui insieme hanno la possibilità di giocare ed apprendere reciprocamente informazioni nuove necessarie per lo sviluppo. Grazie a tale interscambio, infatti, entrambe le categorie sono riuscite ad avere una maggiore consapevolezza di sé e, soprattutto, degli altri.

Dall’esperimento è emerso che a differenziare gli adulti dai bambini è principalmente la solitudine. A confermare tale dato vi è, poi, un sondaggio secondo il quale le persone con un’età superiore a 45 anni sono classificabili come solitari e soffrono molto la solitudine che aumenta proporzionalmente all’età. Ma perché gli anziani sono così soli? Probabilmente, la solitudine delle persone anziane è legata al fatto che, con il passare degli anni, hanno perso le abitudini che, durante la vita, li hanno portati a conoscere molte persone. Inoltre, tale isolamento talvolta è dovuto al fatto che, con l’avanzare dell’età, alcuni individui non sono più autosufficienti e, dunque, non riescono a fare la medesima vita sociale di quando erano giovani ed in forze.

La ricerca ha anche dimostrato che il gioco è fondamentale per favorire lo sviluppo. I bambini, infatti, giocando riescono ad avere numerosi benefici sia dal punto di vista cognitivo che sotto il profilo sociale ed emotivo. Proprio il gioco, infatti, è stato riconosciuto dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite come un diritto universale dei bambini. Il miglior modo per giocare consiste nel non imporre troppe regole in modo tale da consentire alla creatività di avere libero sfogo.

Secondo il Dottor Stuart Brown, Direttore dell’Istituto Nazionale per il Gioco, giocare è un’azione finalizzata al semplice divertimento. Per tale ragione, dunque, deve essere effettuata in maniera piacevole e del tutto volontaria. Giocare, quindi, deve consentire agli individui di immergersi in una realtà parallela in cui liberare la propria fantasia e dimenticare le numerose preoccupazioni quotidiane. L’esperimento, infatti, ha dimostrato che, favorendo le interazioni tra bambini ed anziani e consentendo loro di giocare insieme, si permetterà ad entrambi di divertirsi e di condividere la gioia di quell’attimo eterno.

Se, dunque, come sostiene un oratore molto famoso, l’unico momento per essere felici è adesso, è necessario che le persone di tutte le età non smettano mai di giocare e di comprendersi reciprocamente in modo tale da vivere serenamente senza l’angoscia del passato o del futuro. Solo in questo modo, pertanto, si riuscirà a comprendere il vero significato dell’esistenza e, soprattutto, si avrà coscienza del forte legame che ci lega alle generazioni che ci hanno preceduti ed a quelle che ci seguiranno.

Il team di BreakNotizie