Anteprima stampa di ‘Steve Jobs’ di Danny Boyle: Michael Fassbender nei panni del fondatore della Apple

Anteprima stampa di ‘Steve Jobs’ di Danny Boyle: Michael Fassbender nei panni del fondatore della Apple

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L’uscita nelle sale è prevista a gennaio 2016, ma la nuova pellicola di Danny Boyle si candida già a possibile ‘blockbuster’ della prossima stagione: a distanza di due anni da ‘Jobs’, biopic firmato da Joshua Michael Stern e interpretato da Ashton Kutcher, il regista inglese di ‘Trainspotting’ e ‘Millionaire’ torna a indagare la carismatica ma misteriosa figura del fondatore della Apple. Presentato in anteprima alla stampa, ‘Steve Jobs’ è un film ben lontano dall’essere una ‘biografia per immagini’ o un’agiografia del genio californiano: grazie allo script di Aaron Sorkin e all’interpretazione di Michael Fassbender prova infatti a fare luce su una figura tanto ieratica quanto controversa, focalizzandosi su tre momenti-chiave della sua carriera.

La presenza del Premio Oscar Danny Boyle in Italia è stata l’occasione per presentare, presso il Cinema Barberini di Roma, la sua nuova fatica cinematografica. Da tempo l’interesse attorno alla pellicola era notevole, sia per la scelta di far vestire i panni di Jobs a Michael Fassbender, sia perché il precedente film di Stern rientrava nei canoni della classica opera che ripercorreva l’intera parabola del padre della Apple. Quella di Boyle e di Sorkin (vincitore di una statuetta per la sceneggiatura di ‘The social network’), partiti dalla biografia ufficiale di Steve Jobs scritta da Walter Isaacson, è stata invece una scelta di rottura: i due hanno deciso di portare in scena solamente tre episodi rilevanti nel percorso professionale dell’informatico e imprenditore di San Francisco. Non a caso, si tratta dei ‘backstage’ di tre eventi che hanno segnato la prepotente ascesa dell’azienda di Cupertino: il lancio sul mercato del Macintosh (1984), la fondazione della NeXT Computer (1988) e, infine, la presentazione dell’iMac (1998).

Boyle non ha filmato ‘il genio al lavoro’ ma ha indagato il ‘dietro le quinte’ di alcuni episodi considerati delle tappe decisive nel mondo dell’informatica: il risultato è una pellicola che, contrariamente ai canoni hollywoodiani, non si risolve in un’agiografia dell’eroe di turno ma, affidandosi anche alla poliedricità di un attore come Fassbender, mette in luce le contraddizioni e la fragilità di Steve Jobs. ‘L’immagine che avevo di lui era un tutt’uno con quella dei suoi prodotti’, ha raccontato Boyle nel corso della conferenza stampa di presentazione: ‘Per questo ho cercato di mostrare i suoi lati più controversi e le debolezze: spesso voleva avere il controllo su tutto, facendosi anche detestare’.

Al regista inglese ha fatto eco Fassbender, raccontando di come la pellicola indaghi la personalità di Jobs attraverso i dialoghi con le persone a lui più vicine: dalla sua collaboratrice Joanna Hoffman (Kate Winslet) all’ex socio Steve Wozniak (Seth Rogen). ‘Ho sempre voluto lavorare con Boyle: trovo che i suoi film abbiano una forza scenica incredibile’, ha confessato Fassbender che in ‘Steve Jobs’ dà vita a una sorta di ‘one man show’, restando in scena per tutti i 120 minuti. Non a caso, è stato sottolineato come il film assomigli più a una pièce teatrale che a un adattamento cinematografico: i tre eventi-cardine sono infatti intervallati da inserti simili a videoclip e flashback. Il risultato, certamente magniloquente, non è tuttavia piaciuto agli eredi di Jobs che, già dopo aver letto lo script di Sorkin, si erano opposti alla genesi del progetto.

Il team di BreakNotizie

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