Ansia: se la conosci, puoi gestirla

Ansia: se la conosci, puoi gestirla

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L’ansia è una componente inscindibile dalla nostra vita. Per alcuni aspetti costituisce il motore che porta ciascuno di noi ad agire: se vivessimo infatti troppo rilassati difficilmente ci staccheremmo dal divano e dalle pantofole.


Il problema sorge quando il livello d’ansia supera una soglia fisiologica di attivazione, creando così un fastidioso disagio nell’individuo, oppure quando si manifesta senza una motivazione reale e ragionevole.
Per intenderci, l’ansia è quel fattore che ci fa arrivare puntuali alla stazione senza perdere il treno, ma se porta a trascorrere una notte insonne, nel timore di non svegliarsi in tempo… beh, ecco che diventa eccessiva.
Il disturbo d’ansia è quindi quella condizione in cui lo stato di attivazione/agitazione prende il sopravvento sul resto. Dita che tremano, gambe che vacillano, sudorazione eccessiva, voce spezzata: sono tutti sintomi di qualcosa che sta giocando a nostro sfavore, piuttosto che darci la carica per superare l’ostacolo.

Il fattore che provoca ansia e che può rendere di difficile gestione i disturbi a essa connessi è generalmente estraneo alla sfera razionale dell’individuo. Poco serve infatti cercare di convincersi che non c’è ragione nel provare quello stato di eccessiva agitazione in vista di un evento. La molla che fa scattare il meccanismo è molto più remota, risiede nelle aree più ancestrali del nostro cervello, fuori dalla portata della corteccia cerebrale deputata al ragionamento logico. Il problema è quindi di ordine più emotivo.

Talvolta il disturbo d’ansia può sfociare in un ancor più fastidioso disturbo da attacchi di panico, dove il livello d’ansia raggiunge livelli ancor superiori provocando una sintomatologia ancor più acuta. Tachicardia, soffocamento, senso di de-realizzazione di sé (una leggerezza che provoca il timore di una imminente perdita dei sensi) sono i tratti caratteristici del panico e, se non gestiti e trattati, possono provocare anche un’improvvisa paralisi dell’individuo.

Quando l’ansia diviene eccessiva, i suoi effetti possono comportare un impatto significativo sul corso della vita della persona. Capita che soggetti possano così attraversare fasi di isolamento e ritiro, con il rischio di sviluppare disturbi ulteriori in relazione al basso tono dell’umore che può associarsi ad uno stato ansioso.
Ansia e depressione si trovano spesso a progredire di pari passo e se non gestiti e trattati possono provocare seri disagi nella vita quotidiana della persona.

Quali sintomi occorre tenere sotto controllo?
Di fronte ad uno stato ansioso spesso si osservano irritabilità, nervosismo senza una ragione plausibile, comportamenti tendenti alla ripetizione, affaticamento, incapacità di dormire in maniera effettivamente riposante, irrequietezza.

La cura degli stati d’ansia è raccomandabile. Un lavoro introspettivo aiuterà a individuarne meglio le cause e di conseguenza a gestirne gli effetti. Se necessario, può essere valutata anche temporanea terapia farmacologica, mirata a contenere gli effetti più acuti della manifestazione stessa.

Occorre considerare comunque che la terapia farmacologica, da sola, potrebbe non essere sufficiente a risolvere il problema, che rischia di riaffacciarsi dopo la sospensione del farmaco stesso.
Una terapia volta a fornire adeguate strategie di gestione del disturbo è la soluzione che consente risultati più stabili.

Il team di BreakNotizie

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