Anche la Techint dei Rocca coinvolta con la Saipem nell’inchiesta per le tangenti in Brasile

Anche la Techint dei Rocca coinvolta con la Saipem nell’inchiesta per le tangenti in Brasile

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In una inchiesta della Procura di Milano risulta coinvolta anche Techint, una multinazionale che fa parte del gruppo gestito dalla famiglia Rocca che, con uno dei suoi componenti, Gianfelice Rocca, occupa la poltrona di presidente di Assolombarda, l’associazione degli industriali della regione. L’inchiesta riguarda un giro di tangenti pagate per acquisire degli appalti in Brasile e l’accusa è quella di corruzione internazionale.

Una inchiesta al centro della quale si trova anche un’altra società italiana, la Saipem, che è una costola del Gruppo Eni, ed è accusata di aver pagato tangenti per alcuni lavori della Petrobras. Per la società dei Rocca è scattata anche l’iscrizione nel “registro degli indagati”, a seguito dell’incarico che i pubblici ministeri hanno dato il 13 agosto scorso alla Guardia di Finanza per la perquisizione della sede Techint ed anche di quella Saipem. Anche nei confronti di Saipem c’è stata una informazione di garanzia relativa al pagamento di una mazzetta per un lavoro che la stessa società si è aggiudicata nel corso del 2011 dalla Petrobras.

Da parte della società del Gruppo Eni c’era stata una comunicazione nella quale veniva fatto sapere di non aver ricevuto nessuna notizia riguardo a questo problema da parte delle autorità del Paese sudamericano. Secondo Saipem, solo nel corso di quest’anno, e precisamente nel mese di giugno, la società aveva appreso tramite la stampa che erano in corso delle indagini da parte della giustizia brasiliana.

In queste indagini erano coinvolti solo cittadini brasiliani, ed uno di questi è stato in passato un collaboratore di una società collegata, la Saipem do Brasil. Le indagini nei confronti della Petrobras da parte delle autorità brasiliane fanno parte di una maxi inchiesta alla quale è stato dato il nome di “La jato”, autolavaggio in italiano, anche questa portata avanti sulla base di possibili corruzioni a cui facevano riscontro le aggiudicazioni degli appalti che in alcuni casi raggiungevano cifre miliardarie.

Le autorità brasiliane hanno finora arrestato cinque persone tra cui anche Joao Antonio Bernardi Filho, ex rappresentante di Saipem in Brasile. Secondo le risultanze dell’indagine i soldi arrivavano a un dirigente Petrobras, Renato De Souza Duque, anche lui in carcere. L’appalto che è al centro dell’indagine riguarda la costruzione di 19 chilometri di condotte che servivano allo sviluppo di campi petroliferi nelle zone di Cernambi e Lula che fanno parte dell’offshore del Brasile. Il valore della commessa assegnata a Saipem era pari a 70 milioni di euro.

La compagnia petrolifera brasiliana non è nuova a scandali con pagamento di tangenti, con un flusso continuo di soldi che finivano in mano a politici e petrolieri. In questi scandali precedenti erano coinvolte società sud-coreane come la Samsung e la svedese Skanska.

Secondo quanto hanno affermato gli investigatori brasiliani, i metodi di corruzione utilizzati da Joao Antonio Bernardi Filho sono veramente innovativi, visto che effettuava i pagamenti delle tangenti non solo con denaro ma anche tramite regali di costose opere d’arte. Il tutto attraverso l’utilizzo di due società di copertura che avevano dei conti correnti, una in Brasile e l’altra in Svizzera. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, Duque aveva ricevuto da Bernardi 13 opere d’arte del valore totale di circa 170mila euro, ma l’insieme delle mazzette potrebbe sfiorare il milione di euro.

Il team di BreakNotizie

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