American Express rivoluzione negli uffici pc a casa e niente scrivanie “Il mondo lavorerà così”

American Express rivoluzione negli uffici pc a casa e niente scrivanie “Il mondo lavorerà così”

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IL GIGANTE DELLE CARTE DI CREDITO SPERIMENTA IN ITALIA, PER LA PRIMA VOLTA IN EUROPA, IL TELELAVORO “ASSOLUTO”: 300 PERSONE NON HANNO PIÙ NESSUN BISOGNO DI ANDARE IN UFFICIO. UNA TENDENZA PARTITA DAGLI USA CHE SI DIFFONDE IN OGNI PAESE

Irene Maria Scalise

 

I l tempo di farsi un caffè dal fornello di casa o all’aeroporto di Shanghai e il deal è concluso. Per i più di mille dipendenti della sede dell’American Express di Roma, che sarà inaugurata domani, il modo di lavorare non sarà più lo stesso: il 30% delle scrivanie in meno, 300 persone che non si muovono dalla propria abitazione, tele lavoro a tutto tondo, la possibilità di produrre ovunque e a qualsiasi ora. Dopo il successo dello smart working nella sede madre americana, l’azienda ha scelto proprio la capitale come progetto pilota per sperimentare, anche in Europa, un modo di lavorare scardinato da ogni regola. Il nuovo mantra non è dunque quanto tempo si trascorre in ufficio, ma cosa si fa per la produttività. «Dopo i primi giorni di adattamento tutti hanno riconosciuto un miglioramento in qualità della vita e nel risultato – racconta Rosa Santamaria, responsabile delle risorse umane della multinazionale – il battesimo del progetto “Blue Work” (così si chiama ufficialmente) avverrà domani ma è dal trasloco nella nuova sede che, in concreto, abbiamo adottato un modo di lavorare agile». Nulla è stato lasciato al caso: «In un anno di studio abbiamo verificato le analisi di ogni necessità, i forti investimenti sulle tecnologie, le mappature dei diversi ruoli professionali, le architetture degli spazi e dei servizi correlati ad ogni figura».

Il segreto insomma, affinché lo smart working non si trasformi in entropia, è un minuzioso lavoro preparatorio. E, proprio nella fase introduttiva, ci sono state le prime sorprese: «Abbiamo scoperto che il 40% degli spazi erano sottoutilizzati per ferie, malattie e viaggi di lavoro continua la Santamaria – quindi la nuova macchina organizzativa ha puntato alla soddisfazione dei dipendenti che chiedevano di essere usati al meglio ma cercando di preservare la vita privata». Ecco, allora, che il Blue Work ha portato a delineare quattro profili professionali: Hub, Club, Roaming e Home. Un ritratto meticoloso sulla base del compito svolto e delle esigenze di ogni giorno. «Gli “Hub” sono quelli che lavorano prevalentemente in ufficio, hanno bisogno di una postazione dedicata e non superano il 10% dei dipendenti – descrive la responsabile delle risorse umane – poi ci sono i “Club”, circa il 90% della popolazione aziendale, che hanno bisogno d’interagire frequentemente con i colleghi ma non di uno spazio fisico definito. Per loro è prevista uno o due giorni la settimana la possibilità di lavorare in remoto, in accordo con il proprio manager, e se hanno desiderio di una postazione, o della sala riunione, la devono prenotare per tempo. Per i Club la dotazione tecnologica è raffinata ed oscilla dalle video conferenze alle lavagne interattive ma, se ci sono emergenze, rimane la possibilità di lavorare ugualmente in sede accomodandosi negli spazi comuni». Ma non è finita: «Ai “Roaming” (prevalentemente venditori) è sdoganata la chance di connettersi dalla sede del cliente o in viaggio, mentre per gli “Home” è disegnata una postazione casalinga, in conformità con le norme di sicurezza sul lavoro, dotata di una connessione ultra veloce a spese dell’azienda ».

E i risparmi sono stati immediati: meno luce, meno elettricità, meno costi. «Un patrimonio – conclude la Santamaria – che è stato immediatamente investito in tecnologie ma anche nella creazione di isole comuni e cucine perfettamente attrezzate per chi resta in sede». Il caso American Express non è però il solo esempio di smart working in Italia. Anzi. Lo sa bene Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano: «Dopo una partenza in sordina c’è grande entusiasmo e siamo in una fase di accellerazione per cui, oltre al boom tra le imprese private, anche molte municipalizzate e pubbliche amministrazioni stanno puntando al lavoro agile. Già l’11% delle realtà in Italia (sino a poco tempo fa erano l’8%) si stanno organizzando tra cui Telecom, che coinvolgerà 14 mila lavoratori, Bnl e Unicredit». Corso però invita tutti alla prudenza: «È una grande opportunità, ma c’è anche il rischio di finire nella mischia portando avanti iniziative che hanno un ottimo impatto di marketing ma non sono realmente studiate su obiettivi di business, come dovrebbe essere». Flessibili sì, ma non dimenticando che il focus dello smart working è un buon risultato aziendale. «Il primo passo deve essere quello di lavorare sulla sostanza e non solo sull’immagine – raccomanda Corso- non bisogna bana-lizzare l’iniziativa con fattori di moda e di entusiasmo perchè si rischia di perdere di vista i reali vantaggi ». Di più. Il timore intrinseco della superficialità non va trascurato: «Si verificano scivoloni se non si tiene conto delle esigenze informatiche, non si crea l’efficacia operativa e si dimentica che un’iniziativa di smart working deve migliorare le relazioni interpersonali non sottovalutando la dignità della persona».

Per chi ha tendenze workaholic il rischio è di lavorare h24. Anche in questo caso servono linee guida. «Un tema forte è quello dell’affiancamento di coach ai manager – aggiunge Corso – e dell’attenzione alle competenze digitali. L’infinito rosario di email, sms, WhatsApp, Linkedin, Facebook e Twitter andrebbero usati in modo disciplinato in modo da realizzare una corretta “virtuality”, cioè un’interazione degli strumenti che migliori la produttività aziendale ma che non comprometta la vita privata dei dipendenti ». La sede dell’American Express in piazza di Spagna a Roma: il gruppo sperimenta soluzioni di lavoro innovative Spempre meno postazioni fisse e più spazi aperti a disposizione dei dipendenti che prevalentemente lavorano da casa. Così cambia in molte aziende la struttura degli uffici

 

 

 

 

 

 

 

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/economia/affari-e-finanza/2015/09/28/news/american_express_rivoluzione_negli_uffici_pc_a_casa_e_niente_scrivanie_il_mondo_lavorer_cos-123898806/?ref=fb

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