Allerta alluminio negli spaghetti: l’Unione Europea li ritira ma l’Italia non avvisa i consumatori

Allerta alluminio negli spaghetti: l’Unione Europea li ritira ma l’Italia non avvisa i consumatori

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Un lotto di spaghetti prodotto nel nostro Paese e commercializzato in Irlanda è stato ritirato dal mercato a causa di un elevato tasso di alluminio: l’allarme è scattato in tutta Europa tranne che in Italia, dove i consumatori sono stati tenuti all’oscuro.

Il RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed) ha lanciato l’allarme ma i consumatori italiani di pasta non sono stati avvisati: in diversi lotti di spaghetti commercializzati in Irlanda è stata rilevata un’elevata concentrazione di alluminio, pertanto devono essere rimossi dal mercato. L’allerta alimentare si è diramata in tutta Europa, tranne che in Italia.

Il prodotto contaminato sarebbe stato esportato dal nostro Paese e distribuito in Irlanda, non vi è però da escludere che alcuni lotti appartenenti alla stessa partita siano stati distribuiti e poi venduti anche in Italia. Il RASFF ha diramato dunque un avviso di sicurezza (2017.1656) per alto tasso di alluminio, pari a 45 mg/kg, ben oltre la soglia di sicurezza consentita, ma l’Italia non ha dato alcuna comunicazione pertanto al momento non è possibile sapere quale sia il marchio incriminato, tantomeno il lotto di spaghetti contaminato.

L’alluminio è un semimetallo che si trova naturalmente nel suolo e nelle acque, dunque è normale che possa essere presente in alcuni alimenti, tuttavia le dosi riscontrate nel lotto di spaghetti italiani sono elevate e potenzialmente tossiche per l’organismo. Un’assunzione eccessiva di questo elemento ha infatti degli effetti avversi sul sistema riproduttivo e sul sistema nervoso.

Gli esperti scientifici in seno all’organismo europeo di vigilanza sulla sicurezza alimentare hanno disaminato la presenza di alluminio nelle diverse fonti alimentari, stabilendo come dose settimanale tollerabile (TWI) la misura di 1 milligrammo di questo elemento per chilogrammo di peso corporeo. Secondo gli scienziati, nella maggioranza della popolazione europea questa soglia viene ampiamente superata. Oltre ad essere presente in natura, infatti, l’alluminio può essere riscontrato anche in alcuni additivi alimentari e nei materiali a contatto con i cibi, come stoviglie (pentole, padelle, teglie) o pellicole in alluminio.

L’avviso di sicurezza della RASFF

Attualmente, come suddetto, non è noto a quale brand appartenga il lotto di spaghetti ritirati dal mercato, né per quale motivo fosse presente un alto tasso di alluminio. Resta il silenzio da parte del Ministero della Salute italiano sulla vicenda e non mancano le accuse da parte di molti di disattenzione e mancanza di cura e rispetto verso i consumatori italiani.

Il Team di Breaknotizie

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