Allena il muscolo dell’anima con lo yoga

Allena il muscolo dell’anima con lo yoga

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Lo psoas è il muscolo che influenza il benessere psicofisico dell’uomo. Tende ad irrigidirsi per via dello stress, perciò è importante allenarlo con una certa frequenza. Scopriamo in che modo.

Esiste un muscolo che collega la parte superiore del corpo a quella inferiore: si tratta dello psoas, flessore dell’anca che determina la postura, la stabilità della colonna vertebrale e l’equilibrio emotivo e fisico dell’essere umano. Riveste un ruolo di primo piano anche nella pratica dello yoga: in assenza di particolari situazioni di stress, che tendono ad irrigidirlo, lo psoas assicura infatti la corretta esecuzione di alcune posizioni piuttosto ostiche che richiedono una grande dimestichezza con la disciplina della meditazione. Non a caso, grazie alla sua capacità d’influenzare il benessere psicofisico, è detto il muscolo dell’anima. Prendersene cura, naturalmente, è fondamentale per poter godere di tutti i benefici che dona al corpo e alla mente. Basta allenarlo in maniera corretta.

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Prima di tutto occorre entrare in contatto con il proprio io più profondo, chiudendo gli occhi e rimanendo per qualche attimo in completo silenzio ad ascoltare il corpo e il respiro. A questo punto, prima di procedere con la sessione di yoga vera e propria, è necessario sorridere e fare in modo di non cambiare espressione durante tutta la durata della pratica. La prima posizione consigliata per allenare lo psoas è il gesto del gatto, altrimenti detto Marjara Mudra. Ci si mette per terra carponi, con la schiena ben tesa, per poi stendere la gamba all’indietro. Ripetere dieci volte per gamba. La seconda posizione è quella della scimmia, l’Anjanasana: si esegue appoggiando il piede sinistro accanto alla mano sinistra, per poi inspirare tenendo le mani sui fianchi e distendere la gamba fino a portare il ginocchio sopra il tallone. La posizione va ripetuta tre volte per gamba, restando in equilibrio fino a che il corpo lo consente. Più a lungo si resiste, maggiori benefici avrà il muscolo dell’anima.

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La terza posizione perfetta per allenare lo psoas è quella del vascello, che gli esperti di yoga conoscono come Navasana. Da seduti si deve cercare di distendere le gamba. Le prime volte è concesso flettere le ginocchia per aiutarsi, mentre dopo non sarà più necessario. Anche questa volta la posizione va mantenuta il più a lungo possibile. Per farlo ci si può aiutare con il respiro, che dev’essere intenso e regolare. L’essenziale, nella Navasana, è fare in modo che non si accumulino tensioni su spalle e collo. L’ultima posizione è quella del ponte legato, Setu Bhandasana. Stavolta si parte sdraiandosi sulla schiena, con i piedi appoggiati a terra e le braccia distese lungo il corpo. L’obiettivo è quello di afferrare le caviglie con le mani, sollevando il bacino e formando un arco dalle spalle alle ginocchia. Il mantenimento varia da un minimo di sei respiri ad un massimo di dodici. Le prime volte, probabilmente, sarà necessario aiutarsi con delle sciarpe per poter afferrare le caviglie. Al termine della sessione di yoga si raccomanda un momento di defaticamento per ascoltare, nuovamente, il ritmo del proprio respiro e favorire il naturale rilassamento dei muscoli.

 

 

Il team di BreakNotizie

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