All’Anas promossi dal nuovo a.d. i fedeli dell’ex capo Pietro Ciucci

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Gianni Vittorio Armani è, dallo scorso 18 maggio, il nuovo presidente dell’Anas e amministratore delegato. La nomina di Armani, in sostituzione di Pietro Ciucci, è stata decisa per garantire un rinnovamento dell’azienda che cura la costruzione e la manutenzione delle strade statali italiane, ma con la serie di nomine che sono state presentate il rinnovamento non appare evidente.

Gianni Armani le ha, in effetti, presentate come un segnale di rinnovamento ma, andandole a verificare una per una, si scopre che molte di queste nomine rappresentano un segnale di continuità con la vecchia gestione targata Pietro Ciucci. Una delle nomine riguarda la promozione di Ugo Dibennardo, un funzionario che era noto a tutti come uno dei preferiti di Ciucci e che staziona nell’orbita dell’ex ministro Maurizio Lupi. Lo stesso Dibennardo, negli anni dal 2008 al 2013, ha ricoperto la carica di responsabile Anas per la Sicilia, la regione italiana che vanta il triste record di strade chiuse o in perenne dissesto, con ponti pericolanti o addirittura crollati proprio a causa della scarsa manutenzione.

Ora per Ugo Dibennardo c’è la poltrona di responsabile di tutte le strade gestite dall’Anas, per un totale di circa 25mila chilometri, sparsi in tutte le regioni del “Bel Paese”. Nelle dichiarazioni di Armani che hanno accompagnato la nomina, si parla di voler riportare in prima fila proprio i lavori di manutenzione che erano stati trascurati, in maniera colpevole, negli anni della precedente gestione. A questo proposito è noto che dei 500 milioni di euro disponibili ogni anno per la manutenzione delle strade, solo la metà era spesa per degli interventi di riparazione, mentre gli altri soldi erano destinati ad altre numerose attività ed anche ai premi per i dirigenti responsabili.

Una scelta, quella di Dibennardo da parte di Gianni Armani, che in molti hanno etichettato come “ripescaggio”. Dopo la sua permanenza a capo dell’Anas della Sicilia, a Dibennardo era stato affidato, da parte di Pietro Ciucci, il posto di responsabile della Progettazione, uno di quelli ambiti da molti nell’ambito dell’Anas. Nello stesso tempo per Dibennardo era arrivata anche un’altra nomina, quella di capo delle Autostrade delle regioni Lazio e Molise. Uno dei primi atti di Armani, dopo la sua nomina nel maggio scorso, fu proprio la degradazione di Dibennardo, ed è quindi abbastanza inspiegabile questa decisione dell’amministratore delegato di Anas, presa solo pochi mesi dopo. Armani ha anche affidato a un’agenzia esterna all’Anas il compito di valutare tutti i dirigenti, ma sicuramente non saranno state queste valutazioni a far invertire la rotta nei confronti di Dibennardo.

Tra i vari tecnici che occupano posizioni di vertice in seno all’Anas, Dibennardo era l’unico ad avere stretti rapporti con Ercole Incalza, responsabile della “Struttura di missione” ministeriale fino a quando non è stato arrestato nello scorso mese di marzo. Oltre a questo vanta anche un ottimo feeling con Nino Bevilacqua, “re” dei direttori dei lavori dell’Anas, famoso per vivere all’interno di un castello nelle vicinanze del porto di Palermo, e per i suoi spostamenti in elicottero per raggiungere i vari cantieri, perlopiù nelle regioni dell’Italia meridionale e sull’autostrada Salerno – Reggio Calabria.

L’Anas non sta certamente attraversando un buon momento se si pensa anche alla vicenda degli appalti truccati e delle tangenti che hanno portato all’arresto di Antonella Accroglianò, nota come la “Dama Nera”, colei che gestiva tutti i raggiri.

In molti esperti del settore si rafforza l’idea che il rinnovamento dell’Anas promesso dal nuovo presidente stia procedendo con troppa lentezza e che le decisioni prese sino a oggi siano solo scelte di facciata.

Il team di BreakNotizie