Alimenti contaminati da sostanze tossiche in Veneto: scattano i prelievi del sangue sulla popolazione

Alimenti contaminati da sostanze tossiche in Veneto: scattano i prelievi del sangue sulla popolazione

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Tracce di sostanze tossiche, tra cui i famigerati Pfas (ovvero i composti perfluoroalchilici, utilizzati per rendere impermeabili i tessuti), sono state rinvenute all’interno di alcuni prodotti alimentari.

Questo è quanto emerge da una serie di alcune analisi condotte su carni, uova, pesci ma anche acqua e perfino ortaggi dalle sezioni di Veterinaria e di Sicurezza Alimentare della Regione Veneto, e segnatamente nelle province di Verona, Padova e Vicenza. In attesa di capire quali siano state le cause della contaminazione di un così vasto numero di prodotti, l’Istituto Superiore di Sanità ha deciso di avviare un monitoraggio a campione tramite dei prelievi del sangue nella zona interessata, dal momento che il potenziale bacino di popolazione che potrebbe aver consumato i prodotti incriminati è di 300mila persone.

Nonostante l’inchiesta sia ancora in corso, secondo gli inquirenti ci sarebbero pochi dubbi su quale sia la causa all’origine di questa forma di ‘inquinamento alimentare’: già in passato erano state condotte delle ricerche a proposito della presenza di fluoro-composti nelle acque. In quell’occasione, il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) aveva concluso l’indagine affermando che in circa trenta Comuni della provincia di Vicenza e Verona erano state rinvenute tracce di sostanze perfluoroalchiliche, la cui causa era da ricercare probabilmente in un’azienda operante proprio nel vicentino, la ‘Miteni’ di Trissino (VI). La ditta si occupa infatti di produrre i Pfas, ovvero dei composti chimici utilizzati per realizzare degli impermeabilizzanti (Goretex), ma anche la sciolina, le schiume contenute negli estintori, la cera per i pavimenti e i rivestimenti per il pentolame anti-aderente (Teflon).

Proprio i valori sopra la media di Pfas hanno dato il via alle indagini e, soprattutto, fatto scattare il monitoraggio della catena alimentare in una così vasta zona del Veneto. Stando alle prime analisi, è stata confermata la presenza di tracce dei suddetti composti chimici in almeno cinque Unità Sanitarie che sono state oggetto dell’indagine: ‘Ho chiesto i risultati dei test e purtroppo sono state rilevate tracce di Pfas in tutte le matrici alimentari analizzate: esiste un effettivo pericolo per un gran numero di consumatori’ ha commentato Andrea Zanoni, consigliere regionale del PD. A preoccupare sono soprattutto le concentrazioni di sostanze tossiche rinvenute in diversi tipi di ortaggi, pesci, carne bovina e anche uova: i valori oscillano da 1 a quasi 57,4 microgrammi/kilogrammo, ben oltre dunque le soglie imposte per legge.

A fare eco a Zanoni è Vincenzo Cordiano, presidente dell’Associazione Medici per l’Ambiente di Vicenza, che teme una contaminazione irreversibile per alcune matrici della catena alimentare: ‘A essere interessati sono prodotti di uso quotidiano e persino l’acqua potabile: la persistenza di queste sostanze tossiche per tanti anni nelle falde è davvero un brutto segnale’. Anche per questo motivo, l’Istituto Superiore di Sanità sta effettuando dei prelievi del sangue a campione per valutare l’entità del rischio e decidere di correre quanto prima ai ripari. I Pfas sono infatti riconosciuti come responsabili di alcune gravi patologie quali i tumori ai reni e ai testicoli, ma anche di malattie che interessano la tiroide e che, in alcuni casi, sono connesse a fenomeni di ipercolesterolemia.

Il team di BreakNotizie

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