Alberghi sotto accusa in Lombardia

Alberghi sotto accusa in Lombardia

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Alberghi sotto accusa e rivoluzioni economiche nella moderna Lombardia: escluse dai finanziamenti le strutture che ospitano migranti.

Grazie ad una norma fortemente voluta dalla Lega Nord, infatti, nella recente riforma regionale sul turismo appare una forte presa di posizione nei confronti delle strutture ricettive che hanno deciso di ospitare i migranti provenienti dagli scenari di guerra. Pare, infatti, che tale norma preveda la netta esclusione da bandi e finanziamenti per alberghi e pensioni che hanno dato la propria disponibilità ad ospitare i richiedenti asilo. Esclusione, invece, che decade nel momento in cui la struttura viene obbligata forzosamente dalle autorità a fornire questo servizio.

E’ facile immaginare come una norma così denigratoria e discriminatoria possa aver fatto saltare dalla sedia i numerosi gestori delle strutture ricettive della regione, spesso favorevolmente disposti ad ospitare migranti e richiedenti asilo. Ma la norma ha dalla sua un’approvazione in Consiglio regionale a maggioranza schiacciante: ben quaranta voti favorevoli, contro gli appena ventisei voti contrari, soprattutto appartenenti a componenti e gruppi di minoranza.

Esaminando più nel dettaglio la norma, si evidenzia come la regione Lombardia riservi ben 25 milioni di euro, i fondi dei prossimi tre anni di governo, esclusivamente ad alcuni operatori del settore turistico, in particolare a quelli con un reddito derivante esclusivamente dall’attività turistica, escludendo, di fatto, tutte le strutture ricettive impiegate per ospitare i richiedenti asilo. La palla passa, quindi, nuovamente ai gestori delle strutture, nello scenario della grande partita che si gioca sull’accoglienza dei migranti.

La popolazione locale, dal canto suo, non resta a guardare e manifesta senza mezzi termini la volontà di non occuparsi della situazione dei migranti. Solo all’inizio di settembre, per esempio, un gruppo di cittadini di Ormea, in provincia di Cuneo, ha lanciato una provocazione al sindaco del paese, affermando la convinta volontà di voler acquistare l’albergo destinatario dell’accoglienza, impedendo, di fatto, l’ospitalità ai migranti. Nella provincia di Sondrio, invece, nel paese di Cosio Valtellino il titolare del residence Bellevue ha ricevuto pesanti minacce da parte dei suoi concittadini, con l’accusa di voler ospitare uno sparuto gruppo di richiedenti asilo.

E’ in questo scenario di esasperazione e disperazione che si staglia la nuova legge regionale, realizzata con la finalità di separare le necessità degli imprenditori turistici che svolgono la propria attività con responsabilità e professionalità, da coloro che, approfittando della situazione di bisogno, decidono di ampliare i loro guadagni con le entrate previste dai fondi statali. L’obiettivo, stando alle parole del capogruppo regionale della Lega Nord, Massimiliano Romeo, e del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, sembra sia stato raggiunto grazie alla nuova normativa sul turismo, finalizzata alla valorizzazione di un settore d’eccellenza della regione lombarda.

Di opinione diametralmente opposta è, invece, il capogruppo del Pd Franco Mirabelli, che sulla norma ha chiesto un deciso intervento da parte del governo centrale. Secondo Mirabelli, infatti, la norma sarebbe del tutto incostituzionale, oltre che discriminatoria nei confronti di soggetti bisognosi. Mirabelli, infatti, afferma la necessità per il governo di muoversi verso un’unica direzione, favorendo o meno l’accoglienza.

Il team di BreakNotizie

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