Aiuti umanitari o finanziamenti ai terroristi?

Aiuti umanitari o finanziamenti ai terroristi?

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L’Italia si sa è un paese generoso. Quando si chiede agli italiani di mettere mano al portafoglio per aiutare qualche nazione in difficoltà a causa di guerre o disastri naturali non si tirano mai indietro, anzi a volte fanno anche più di quel che realmente possono. Proprio per questo motivo è bene che il popolo italiano venga informato in maniera esaustiva su chi riceve il suo contributo e a che scopo lo utilizza.

Non solo i soldi raccolti attraverso le donazioni, ma anche fondi stanziati direttamente dal Governo, sono destinati ad aiuti umanitari. O almeno così ci viene detto. E sono sempre e comunque soldi che vengono tolti dalle tasche dei cittadini italiani.
Ad esempio, la Farnesina utilizza la Cooperazione Italiana per finanziare l’opposizione siriana. Nel 2015 circa 1 milione e 250 mila euro sono stati destinati ad un Programma internazionale per il ripristino dei servizi essenziali in un paese, come quello siriano, fortemente martoriato dalla guerra. Fin qui, almeno apparentemente, non vi è nulla da ridire.

Vanno, però, fatte alcune precisazioni. Innanzitutto, la Syrian Opposition Coalition, che altro non è se non l’abbreviazione di Syrian Coalition of Syrian Revolution and Opposition Forces, è una coalizione i cui confini non sono del tutto chiari. In poche parole, l’opposizione siriana raccoglie tutti quelli che non accettano il regime di Bashar al Assad, attualmente al governo in Siria. Il suo legame con gli Stati Uniti d’America non è un segreto per nessuno. Ma non è un segreto nemmeno il fatto che il Free Syrian Army, ossia la parte operativa e armata della coalizione, abbia fortissimi legami con l’Isis e perfino con Al Qaeda.

Ma andiamo avanti. Prima che la guerra imperversasse nei territori siriani, il Paese era uno dei maggiori produttori energetici di tutta la zona e non solo. Le forniture di petrolio e di gas naturale erano pressoché illimitate e la Siria aveva stretto degli accordi commerciali con Iran e Iraq. Quest’amicizia tra stati del Medio Oriente naturalmente non poteva andare a genio all’Occidente, né agli Stati Uniti né tanto meno all’Unione Europea. Così è avvenuto che proprio quando la nazione siriana si avviava a diventare il maggior esportatore di energia in Europa, in Asia Occidentale e in Nord Africa, i ribelli si sono svegliati e hanno deciso che il Governo siriano era una dittatura a cui non volevano più sottostare. Quasi contemporaneamente Casa Bianca e Unione Europea hanno iniziato a sanzionare il Paese, indebolendo la sua capacità produttiva, che con lo scoppio del conflitto si è completamente arrestata.

Questa storia ha radici già nel 2013, quando in Italia era all’opera il governo Monti. La riunione, che si tenne in Turchia tra tutti gli stati che sostenevano la Siria, stabilì che bisognasse inviare armi e sostentamento ai ribelli che cercavano di dare al paese una base democratica. E già allora non erano segreti i legami tra l’opposizione siriana, che si era deciso di aiutare, e gli estremisti di Al Qaeda, contro cui tutto il mondo è in guerra aperta.

È bene che i generosi italiani vengano a sapere in che mani finiscono i loro soldi, che quelli che vengono spacciati per aiuti umanitari diventano armi nelle mani dei terroristi. I governi occidentali ci prendono in giro quando fingono di rimanere scioccati davanti agli attacchi terroristici che uccidono innocenti.

 

Il team di BreakNotizie

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