Addio borsa urlata: inizia l’era del cyber

Addio borsa urlata: inizia l’era del cyber

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I dati emersi da studi recenti parlano chiaro: se nel 2012 la Consob aveva quantificato le transazioni borsistiche ad alta frequenza nel 14 per cento di tutte quelle effettuate, nuove ricerche portano la percentuale al 70 negli Stati Uniti d’America ed al 40 nelle transazioni effettuate in Europa.

Le transazioni, quindi, nelle borse di ultima generazione, vengono effettuate attraverso l’utilizzo di sofisticatissimi software che si orientano in base ad algoritmi matematici per riuscire ad ottenere il massimo profitto da ogni minimo margine.

Se il metodo di muoversi in borsa fino a pochi anni fa comprendeva una riflessione su ogni singolo investimento, rallentando inevitabilmente la frequenza dei movimenti finanziari, il metodo cosiddetto HFT, dall’inglese High Frequency Trading ha moltiplicato esponenzialmente i movimenti di borsa e gli investimenti, proprio perché ogni software si muove in autonomia alla ricerca del minimo guadagno.

L’ HFT è utilizzato ormai dalla stragrande maggioranza degli operatori con l’uso di potentissimi computer perennemente collegati che operano con una tale macroscopica rapidità da riuscire ad imporre sul mercato i propri ordini prima delle grandi transazioni di banche e multinazionali, riuscendo a guadagnare enormemente proprio sullo scarto di tempo.

Questa velocità porta inevitabilmente a grandi scossoni del mercato azionario e monetario in lassi di tempo brevissimi, conseguenza dovuta anche al fatto che i software HFT rispondo immediatamente anche alle sollecitazioni mediatiche.
E’ infatti sufficiente una dichiarazione governativa a mezzo stampa perché il software calcoli l’andamento di una moneta piuttosto che di un’altra, e si metta immediatamente in moto modificando l’intero panorama finanziario globale.

Spesso e volentieri, inoltre, questo sistema di speculazione finanziaria sfugge completamente al controllo di chi lo utilizza: un esempio di questo è quanto accaduto nel 2010, quando un bug dei programmi ad alta frequenza provocò nel giro di pochi minuti un vero e proprio tracollo dell’indice Dow Jones, che perse in pochissimo tempo addirittura 700 punto, destabilizzando l’intero mercato mondiale.

Fu proprio quel giorno, quel 6 maggio di cinque anni fa, che il pianeta scoprì l’esistenza della borsa gestita solo informaticamente e quindi a rischio continuo di essere influenzata da bug ed errori delle macchine.
Tutto ciò è reso ancora più inquietante dal fatto che solo in alcuni paesi l’inside trading e l’utilizzo dei sistemi ad alta frequenza è stato inquadrato da un punto di vista giuridico.
Il confine tra legalità ed illecito, nel merito, è ancora molto labile e non aiuta sicuramente a garantire una trasparenza dei mercati finanziari, anzi, rende il mondo economico ancora più nebuloso.

Nonostante questo, sono moltissimi i fautori del metodo HFT, convinti tuttora che nelle macchine ci sia il futuro della borsa e della garanzia di un sistema finanziario più fluido ed economicamente meno impegnativo, dal momento che l’utilizzo di questo sistema abbatte i costi del singolo investimento, con grandi vantaggi degli speculatori, che si dicono convinti di essere in grado di autoregolamentarsi.
Il punto è se tutto questo contribuisca a creare una finanza florida e sicura oppure, al contrario, crei un mercato senza regole, vera e propria terra di nessuno.

Il team di BreakNotizie

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