Acqua potabile ottenuta dagli oceani: realtà possibile grazie ai nanotubi in carbonio

Acqua potabile ottenuta dagli oceani: realtà possibile grazie ai nanotubi in carbonio

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Un nuovo progetto messo a punto da un laboratorio californiano ha realizzato una tecnologia capace di trasformare l’acqua salata in acqua potabile. Vediamo i dettagli.

Grazie ad un innovativo progetto basato sull’impiego di nanotubi in carbonio sarà presto possibile ottenere acqua potabile direttamente dal mare, una delle grandi ambizioni dell’uomo che risolverebbe molti problemi legati a siccità e approvvigionamento dell’acqua dolce. I nanotubi sono 50 mila volte più sottili di un capello umano e posseggono un’elevata permeabilità all’acqua ma al contempo i loro pori non permettono il passaggio degli ioni di sale, dallo spessore maggiore. In virtù di tale peculiarità un team di scienziati ha immaginato un progetto capace di trasformare grandi distese di acqua salata in acqua dolce potabile, adatta al consumo degli esseri umani.

Tale progetto è stato ideato e sviluppo dal Lawrence Livermore National Laboratory, in California, con la collaborazione della Northeastern University. Il dispositivo potrebbe essere un prezioso aiuto per 4 miliardi di persone nel mondo. Sinora le sperimentazioni portate avanti con i nanotubi in carbonio (CNT) prevedevano una dimensione del diametro di queste strutture superiore a 1 nanometro, con risultati che non avevano soddisfatto le aspettative poiché l’acqua riusciva a scorrere attraverso il nanotubo ma non era capace di separare in maniera efficace gli ioni salini. Una volta ridotto il diametro a 0,8 nanometri il problema è stato risolto: i nanotubi in carbonio infatti funzionano come se fossero delle reti: permettono il passaggio dell’acqua, limitando quello delle molecole più grandi che la possono rendere non potabile. Grazie alla superficie liscia inoltre tali strutture sono estremamente permeabili.

Ramya Tunuguntla, ricercatrice presso l’LLNL e coautrice dello studio pubblicato su Science, ha spiegato l’incredibile innovazione apportata dal loro lavoro: “Abbiamo scoperto che i nanotubi in carbonio con un diametro minore di un nanometro consentono una funzionalità strutturale importante per migliorare il trasporto [dell’acqua]. Lo stretto canale idrofobico, infatti, spinge l’acqua a scorrere in un singolo condotto: un fenomeno simile a quello individuato nei trasportatori d’acqua biologici più efficienti”. Per ora il progetto degli scienziati dell’LLNL non è stato ancora sperimentato su impianti di grosse dimensioni ma la tecnologia ha ottime potenzialità e potrebbe essere un punto di partenza per spingere anche altri a continuare la ricerca su questo genere di materiali di nuova generazione.

La scarsità di acqua potabile è infatti un problema pressante e sempre più drammatico, specialmente per chi, nel mondo, non può disporre di un accesso diretto e costante. I cambiamenti climatici inoltre stanno mettendo a dura prova anche i Paesi civilizzati: lo abbiamo visto anche in Italia, durante questa calda estate, in cui la siccità ha messo in ginocchio il comparto agroalimentare. È fondamentale dunque, per il bene di tutti, individuare nuovi modi per poter recuperare acqua potabile e pulita.

Il Team di Breaknotizie

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