Accise, appello di Federconsumatori: il governo le riduca subito di almeno 5 centesimi

Accise, appello di Federconsumatori: il governo le riduca subito di almeno 5 centesimi

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Come noto il prezzo del greggio negli ultimi mesi ha subito pesanti ribassi ed erano in molti ad attendere anche un vistoso calo del prezzo dei carburanti, cosa che, invece, non è avvenuta. Le reazioni non sono mancate.

A denunciare la scandalosa situazione delle accise sui prezzi del carburante sono diverse associazioni di consumatori. Le stesse affermano che se il governo non provvede a ridurle, si potrebbe accusarlo di lucrare sui prezzi finali della benzina e c’è chi ipotizza, come Adusbef e Federconsumatori, che in questo modo lo Stato si comporta come se fosse l’ottava compagnia petrolifera al mondo. Proprio per questo chiedono una riduzione dei prezzi di 5 centesimi, almeno in un primo momento, per poi arrivare a 10 centesimi.

I prezzi del petrolio ormai sono stabili sotto i 30 euro al barile, toccando anche i 27 euro, nonostante questo, i prezzi del prodotto finale in Italia continua ad essere il più alto rispetto alla media praticata nell’Unione Europea. Federconsumatori calcola che in forza del cambio Euro-dollaro le accise e le tasse sono aumentate da 56,4 centesimi del 2009 agli attuali 72,8 centesimi al litro, di conseguenza il costo dei carburanti è almeno 6 centesimi sopra il livello atteso. Il costo si può dividere in due parti, la prima rappresenta il costo del combustibile, cioè della materia prima, lavorazione, trasporto, guadagno dei petrolieri e dei gestori delle pompe. La seconda parte è, invece, composta da accise ed IVA ed è su questa che le critiche diventano sempre più numerose.

È stato calcolato che l’attuale costo della benzina porta ad una spesa ulteriore diretta di 72 euro annui, cifra che aumenta se si tengono in considerazione anche i costi indiretti da sostenere, cioè dovuti al trasporto merci che in Italia è prevalentemente su gomma. Infatti, secondo i calcoli di Federconsumatori sulla spesa vi è un ulteriore incremento di 59 euro annui dovuto proprio al costo delle accise sul carburante. A pesare sul costo finale dei carburanti è anche la parte fiscale del prezzo dovuta ad IVA e alle varie accise che con il tempo si sono cumulate. Ad oggi il monte tasse sul prezzo della benzina è circa il 70% del prezzo.

Come si è giunti a tali livelli? Il meccanismo è abbastanza chiaro, cioè in seguito al verificarsi di emergenze, i vari governi succedutisi nel tempo hanno provveduto a fare cassa sul costo dei carburanti. Nel tempo però non hanno mai provveduto ad eliminare qualche balzello ormai diventato anomalo nel contesto storico. Proprio per questo si versano ancora 0,001 euro di accisa per la guerra in Abissinia del 1935; 0,07 per la crisi di Suez del 1956; 0,005 per il disastro del Vajont del 1963. Vi sono poi balzelli per l’alluvione di Firenze del 1966, il terremoto del Belice, del Friuli e dell’Irpinia. Seguono le accise più recenti come per la missione in Libano e quella in Bosnia o per il rinnovo contrattuale degli autoferrotranvieri del 2004 e il finanziamento alla cultura del 2011. Oltre tali accise il cui costo totale è di 0,26 cent., si aggiungono alcune addizionali regionali introdotte nel 2012 in Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Lazio.

 

 

Il team di BreakNotizie

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