Abbiamo perso la Groenlandia

Abbiamo perso la Groenlandia

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Non c’è nulla di normale se la Groenlandia perde il 97% dei suoi ghiacciai nel giro di appena 4 giorni. Vi proponiamo questa triste pagina di cronaca che può essere ricollegata con le parole dell’anziano Maya Carlos Barrios che spiegava che la Terra sarebbe andata incontro ad un’innalzamento degli oceani… oppure con un’intervento artificiale attraverso HAARP. Ognuno segua la sua ipotesi…

Il Ghiaccio si scioglie in Groenlandia

Nell’arco di appena 96 ore, dall’8 al 12 luglio scorsi, lo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia si è impennato estendendosi dal 40% al 97% del territorio, facendo sobbalzare gli scienziati della Nasa che si sono trovati ad osservare un fenomeno senza precedenti. Fotografie e rilevamenti sono stati eseguiti da tre diversi satelliti che l’agenzia spaziale americana adopera per osservare l’impatto del clima sui ghiacciai e la sorpresa è stata nella molto insolita velocità dell’espansione dello scioglimento.
È stato Son Nghiem, analista del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena in California, a trovarsi per primo davanti ai dati raccolti dal satellite Oceansat 2: «Avevo davanti a me qualcosa di così straordinario, che all’inizio ho pensato fosse un errore» confessa. Per Tom Wagner, che è un esperto di ghiacci alla Nasa, si tratta di «un’ondata di aria calda che ha attraversato la Groenlandia provocando lo scioglimento». Un record non solo di velocità ma anche di espansione, perché da quando i satelliti hanno iniziato a osservare la Groenlandia, circa 30 anni fa, l’area investita dallo scioglimento non era mai andata oltre il 55% del territorio.
 «Quando ci si trova davanti a fenomeni a tal punto insoliti commenta Waleed Abdalati che alla Nasa guida il dipartimento scientifico – bisogna chiedersi cosa sta avvenendo, si tratta in genere di un grande segnale di cui scopriremo il significato solo fra molti anni». Nei giorni seguenti il 12 luglio, si è osservato un lento raffreddamento ma il cambiamento di situazione generale è stato netto. In coincidenza con l’osservazione dei satelliti il punto più alto e freddo della Groenlandia, la Summit Station, ha registrato uno scioglimento locale dei ghiacciai come non avveniva dal 1889 e un iceberg gigante si è staccato dal Petermann Glacier. Lora Koenig, una glaciologa del centro spaziale di Goddard in Maryland, osserva che «a Summit Station tali episodi si ripetono ogni 150 anni» e dunque il prossimo sarebbe dovuto avvenire nel 2039. I 27 anni di anticipo non sono di per sè molti per gli scienziati, «ma se qualcosa di simile dovesse verificarsi anche la prossima estate, ci sarebbe da preoccuparsi».
«Non siamo in questo momento grado di stabilire se si tratta di un evento naturale o causato da azioni dell’uomo – aggiunge Wagner – ma sappiamo con certezza che l’assottigliarsi dello spessore dei ghiacciai della Groenlandia dipende dai cambiamenti climatici». Sul fatto che questa estate sia insolitamente calda per la Groenlandia ci sono pochi dubbi. «Dipende dal fatto che sistemi di frequente alta pressione hanno parcheggiato sopra l’isola – spiega Thomas Mote, climatologo dell’Università della Georgia – portando calore, nevicate e conseguente scioglimento dei ghiacciai». È interessante notare che simili sistemi di alta pressione sono stati rilevati sopra il Midwest degli Stati Uniti in coincidenza con la siccità.
Maurizio Molinari

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