70° anniversario del lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki

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Gli attivisti contro gli armamenti nucleari ricordano il settantesimo anniversario del lancio delle bombe atomiche sulle città di Hiroshima e Nagasaki prendendo parte ad una quattro giorni di sciopero della fame internazionale. La protesta è cominciata ieri, 6 agosto, a Londra ed Edimburgo, in contemporanea con i gruppi attivisti della Francia, degli Stati Uniti e della Germania.

Angie Zelter, una delle celebri fondatrici del gruppo antimilitarista e antinucleare Trident Ploughshares, ha dichiarato che i manifestanti vogliono un divieto globale di tutte le armi nucleari e che si ponga fine al programma britannico di armamento nucleare Trident.
E ha aggiunto: “Le armi nucleari dovrebbero essere messe al bando e le comunità del mondo dovrebbero lavorare insieme per contrastare i cambiamenti climatici. Importanti mutamenti politici ed economici devono essere effettuati se vogliamo che il nostro mondo continui a sostenere la vita in futuro. La nostra presenza al di fuori del Ministero della Difesa in questo settantesimo anniversario dei crimini di guerra nucleari commessi dagli Stati Uniti su Hiroshima e Nagasaki è una domanda di cambiamento. Trident non deve essere rinnovato”.


Gli Stati Uniti furono la prima nazione ad utilizzare armi nucleari contro un bersaglio nemico sganciando due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki rispettivamente il 6 ed il 9 agosto del 1945, col pretesto di porre fine alla seconda Guerra Mondiale nel Pacifico. Quelli che ufficialmente erano degli attacchi verso dei meri bersagli militari furono in realtà degli attacchi ingiustificati verso la popolazione giapponese inerme, ormai ridotta allo stremo delle forze per via della guerra. Fra i 70 mila e 146 mila civili morirono per mano di Little Boy, questo il nome della bomba sganciata su Hiroshima, e più di 80 mila furono uccisi a Nagasaki dalla bomba Fat Man. Molte persone morirono all’istante, completamente ustionate o addirittura dissolte, polverizzate da quel tipo di arma sinora sconosciuta, altre migliaia di persone morirono per effetto delle radiazioni nei mesi che seguirono le esplosioni, mentre più di 4000 persone svilupparono tumori (soprattutto leucemia) negli anni seguenti.


Gli attivisti si serviranno dell’anniversario dell’Olocausto nucleare per evidenziare la minaccia perenne delle armi nucleari nel mondo di oggi e portare all’attenzione del mondo il prossimo dibattito parlamentare inglese sulla possibilità di rinnovare il programma di armamento nucleare Trident della Gran Bretagna.
Il gruppo Trident Ploughshares ha dichiarato: “L’attuale riserva di 16 mila bombe nucleari minaccia l’umanità intera. Gli attacchi nucleari, che siano causati dalla follia umana, per errore, o per caso, potrebbero scatenare una guerra nucleare e portare alla distruzione del genere umano”. Il gruppo attivista rigetta l’idea che le armi nucleari siano necessarie per mantenere al sicuro una nazione, sostenendo che la sicurezza è una questione globale che include tutte le nazioni. Per quanto riguarda il deterrente nucleare navale britannico Trident, ha inoltre sottolineato l’enorme costo del rinnovo del programma. Nel 2016 infatti il Parlamento del Regno Unito voterà in merito alla sostituzione del sistema di armi nucleari Trident e, se confermata, la sostituzione avrà un costo di oltre 100 miliardi di sterline di denaro pubblico: a detta del gruppo, denaro tolto alle energie rinnovabili, alla sanità, all’istruzione, e ai progetti di tutela ambientale.


Allo sciopero della fame che si sta tenendo a Londra davanti al Ministero della Difesa si sono uniti anche la sezione Christian CND (Christian Campaign for Nuclear Disarmament), l’associazione London Women in Black, Action AWE (Atomic Weapons Eradication) ed i quaccheri.
Marc Morgan, membro della Haringey CND, a tal proposito ha dichiarato: “La dimensione internazionale del digiuno è assolutamente vitale. La follia delle armi nucleari è perpetrata da un piccolo numero di nazioni criminali che minaccia l’umanità intera, e tutti i cittadini da ogni angolo del globo sono chiamati a protestare sino a quando questa follia non avrà fine”.

Il team di BreakNotizie