46 anni di carcere per 9 banchieri islandesi: pena severa, ma giusta

46 anni di carcere per 9 banchieri islandesi: pena severa, ma giusta

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L’Islanda ha scelto la linea dura confermando 46 anni di carcere per 9 banchieri, per i reati legati alla crisi del 2008. E i cittadini hanno apprezzato

C’è una mosca bianca in Europa, che persegue i banchieri e li mette di fronte alle loro responsabilità penali: si chiama Islanda, che ha scelto una via opposta a quella intrapresa dagli altri paesi Europei e dagli Stati Uniti che tutelano i loro banchieri, trattando i responsabili della crisi economica del 2008 per quello che sono, ovvero criminali. Ecco perché ha optato per la linea dura nei loro confronti, confermando i 46 anni di carcere per 9 banchieri che operavano nei principali istituti di credito del Paese sino al 2008, l’anno della grande crisi che ha affondato la piccola isola dell’Atlantico settentrionale.

La notizia è passata quasi inosservata ed è stata resa nota solo dal sito YourNewsWire.com: la Corte suprema islandese ha condannato i nove imputati inchiodando i banchieri alle loro responsabilità per i reati che nel 2008 causarono il collasso dell’economia islandese. I cittadini hanno apprezzato la decisione, così come hanno sempre sostenuto la politica adottata dal governo, opposta a quelle di Unione Europea e Stati Uniti.

Mentre nel resto del mondo occidentale si è preferito salvare le banche, sacrificando su questo altare anche i risparmi dei contribuenti, in Islanda si è deciso di lasciar fallire gli istituti di credito indebitati, proprio per salvaguardare i risparmi dei cittadini. Allo stesso modo si è deciso di perseguire penalmente i responsabili di tali fallimenti, condannati per aver venduto azioni-truffa ai propri clienti.

Altri reati contestati sono stati l’insider trading, il riciclaggio di denaro, la frode e la violazione dei diritti da parte di banchieri, amministratori delegati e funzionari governativi. Il metodo-Islanda viene ignorato dal resto d’Europa, mentre invece andrebbe copiato: nel giro di pochi anni, infatti, l’economia nazionale è ripartita ed è stato lanciato un monito a chi gestisce capitali e lavora nella finanza, ovvero chi sbaglia paga. A caro prezzo. L’Europa, invece, continua nella direzione opposta: tutele ai banchieri e conto della crisi pagato da piccoli e medi risparmiatori. Il risultato di questa politica? Nulla è cambiato e la crisi continua ad imperversare nel Vecchio Continente.

Il team di BreakNotizie

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